IL CANTIERE taglia gli incassi

La regola del “mal comune, mezzo gaudio”, a quanto pare, non sempre è valida: i lavori per la realizzazione del parcheggio di piazza San Paolo, nonostante evochino l’atteggiamento nei confronti delle grandi opere pubbliche (lavori a rilento, ma pensiero rivolto al dopo e non al “durante”), raccolgono malcontenti tali da indurre i commercianti a indire una riunione con il Comune. L’invadenza del cantiere, gestito dall’impresa Franco Barberis, impedisce la circolazione e rende difficoltoso il transito dei pedoni. Così, con il 50 per cento in meno dei guadagni rispetto all’anno scorso, oltre a fare i conti con la crisi economica generale, i commercianti di piazza San Paolo avvertono addirittura lo spettro del fallimento. Riportiamo le testimonianze dei proprietari di alcuni esercizi, che Gazzetta ha intervistato.

Bar “San Paolo”. «Per noi, da quando il cantiere ha preso il via, gli affari sono peggiorati notevolmente: il parcheggio esistente in precedenza conteneva 390 auto e, quotidianamente, sostavano in media 1.400 automobili. Per questo il bar era una sorta di crocevia», spiega Paolo, il proprietario. «Ora il passaggio è difficoltoso anche per i pedoni. A mio parere si sarebbe dovuto seguire il modello adottato da Torino per la costruzione della metropolitana. Il Comune fu chiaro con i commercianti della zona limitrofa al cantiere: una volta comunicati gli anni necessari alla costruzione e offerto un “compenso” per coprire le perdite dovute al cantiere, i proprietari avrebbero potuto decidere se continuare a restare nella zona o traslocare. Per Alba, invece, la Regione ha agito diversamente: degli esigui finanziamenti solo il 15 per cento è a fondo perduto, il restante 85 per cento è da restituire. Si può immaginare il grado di sconforto, se si aggiunge che il cantiere avrebbe dovuto essere ultimato a ottobre di quest’anno e invece non se ne vede la fine».

“Enotecnica albese”. Franco, a tratti ironico, semisorridente, spiega: «Abbiamo calcolato il 50 per cento in meno d’incassi nell’ultimo anno anche a causa dello scarico-carico delle merci: i camion che ci riforniscono, a causa del restringimento delle corsie di marcia, spesso incorrono in gravi difficoltà. I fornitori si lamentano e per questo, in parte, perdiamo credibilità. Di questi tempi, occorre ricordare che il profitto di pochi non dovrebbe influenzare il benessere di tanti cittadini. Se si continua di questo passo gli esercizi commerciali di piazza San Paolo resteranno vuoti, così come i nostri portafogli».

“Giemme”. Luciano e sua moglie sono dispiaciuti e amareggiati e raccontano: «Polveri e rumore non invogliano i clienti a visitarci. La cassa è diminuita del 70 per cento. Certo, siamo fiduciosi per il post-lavori; avremo una piazza innovativa e moderna, sempre se le piogge non rallenteranno ulteriormente i lavori e sempre se… saremo ancora aperti. Non critichiamo il progetto del parcheggio, quanto piuttosto ci adiriamo contro la poca attenzione che è stata rivolta ai commercianti. Si rischia grosso. Se alla crisi si aggiunge anche il disagio ambientale, se così si può definire, è ovvio che il nostro umore cada a terra. Continuiamo a sperare, anche se forse sarà necessario il trasloco».

Marco Viberti

foto Marcato