Il Piano va avanti piano

Niente da fare per il Piano sanitario. Il sogno dell’assessore regionale Paolo Monferino di vederlo approvato entro marzo è svanito, tanto che la Giunta guidata da Roberto Cota, venerdì scorso, si è vista costretta a prorogare l’incarico ai commissari delle aziende sanitarie per un altro mese. Una prima proroga, di tre mesi, era stata concessa a fine 2011 con la speranza, appunto, di avere il nuovo piano sanitario in vigore per la fine del primo trimestre di quest’anno. Invece… Giovanni Monchiero resta commissario delle Asl di Cuneo e Alba-Bra fino al 30 aprile. Il territorio avrà un mese in più per fare pressione sulla Regione in modo da riconfermare il manager, cosa tutt’altro che scontata come si legge a fianco.

«Quella che stiamo per approvare – commenta Cota – è una riforma storica la quale ci consentirà di creare un sistema sanitario sostenibile organizzativamente ed economicamente. Abbiamo bisogno di persone che riescano a guidare con forti capacità le nostre aziende». È per questo motivo che da Torino annunciano la volontà di scegliere i direttori tramite un bando e dopo una attenta valutzione dei candidati. «I curriculum verranno valutati singolarmente dall’assessore Monferino, che sceglierà i migliori candidati da sottoporre alla Giunta perché da loro dipenderà il futuro della sanità piemontese », aggiunge Cota. «Una volta approvato il piano, valuteremo i candidati e metteremo alla guida delle aziende e delle federazioni professionisti capaci, che sappiano conseguire i risultati che ci aspettiamo», spiega Monferino. I risultati sono soprattutto i budget sempre più risicati da rispettare. L’opposizione ha letto il rinnovo dei commissari come una spaccatura all’interno della maggioranza che non è riuscita a trovare in tempo un accordo sui nomi. Pronta la replica della Lega nord, affidata al capogruppo Mario Carossa: «La sinistra non si illuda, noi stiamo governando il Piemonte e la sanità, e continueremo a farlo, in modo nuovo».

Un primo passo verso la riforma sanitaria piemontese è stato compiuto con l’approvazione del disegno di legge regionale che prevede la costituzione di sei “Federazioni sanitarie” con il compito di gestire alcune funzioni tecniche, logistiche e amministrative delle aziende sanitarie regionali ragguppate a livello provinciale. «Gli obiettivi alla base del nuovo Piano sociosanitario – spiega Monferino – sono la razionalizzazione della rete ospedaliera e la centralizzazione dei servizi e delle attività di supporto e rimangono prioritari e imprescindibili. Più velocemente si approverà il piano, prima potremo lavorare alla creazione di una sanità sostenibile, recuperando risorse che verranno destinate al soddisfacimento dei bisogni della popolazione ». Critiche alle federazioni arrivano dal Movimento 5 stelle, che ha votato contro: «Sono organi le cui responsabilità pur stabilite per legge restano poco chiare. Sei persone, scelte dalla Giunta, dirigeranno tutta la sanità e già ci vengono i brividi a pensare alla selezione dei manager da parte della politica e alla scarsità dei controlli. I piemontesi si chiedono se questo permetterà di produrre quei risparmi e quelle efficienze necessarie alla stabilità del sistema, al risanamento dei debiti e dei ritardi di pagamento, alla riduzione delle liste d’attesa e al miglioramento dei servizi sul territorio», commenta il capogruppo Davide Bono. Resta un’amara considerazione: per oltre un anno la politica regionale ha insistito sulla necessità di ridurre il numero dei manager ai vertici delle aziende della sanità per risparmiare, minacciando fusioni e accorpamenti, tanto da ridurre le 21 strutture odierne a una dozzina appena. Ora, dopo la nuova legge sulle federazioni, il numero di manager sale a 25.

 

Giulio Segino

foto Corbis