La VACANZA si sceglie sul blog

TURISMO. Facebook, Twitter, TripAdvisor e blog. E ancora, i-pad e i-phone, tablet, smartphone. Parole comuni, da quando il web ha cambiato il modo di comunicare, di relazionarsi e anche di viaggiare. In particolare, i social network, dunque. E il turismo è stato uno dei settori che ha risentito in profondità della rivoluzione digitale. Sempre al passo con i tempi, Alba, con Langhe e Roero, ha scelto di dare ampio spazio al tema e ieri, al palazzo delle mostre e dei congressi, ha ospitato per la prima volta in Italia un convegno per operatori del turismo mirato a conoscere la dimensione 2.0 del turismo e acquisire maggiore consapevolezza. L’incontro ha rappresentato uno degli eventi decentrati all’interno della cornice della Borsa internazionale del turismo gastronomico (Biteg) di Torino.Tra i relatori giunti da tutta Italia, ha risposto alle domande di Gazzetta Roberta Milano, consulente e docente universitaria di web marketing per il turismo presso l’Università di Genova, cofondatrice di Bto educational, associazione che si occupa di ricerca e formazione sui temi del turismo on line, autrice del saggio Il marketing turistico nell’era del web: nuovi approcci e nuove opportunità e relatrice ai principali convegni nazionali sul tema Web e turismo.

Quanto incide Internet sul turismo, Milano? «Tutto ciò che è offerta turistica passa on line, con dati che attestano che circa il 97 per cento dei turisti, prima di scegliere una destinazione, si informa sui media digitali, non solo tramite i siti web, ma soprattutto sui contenuti generati dai turisti».

Anche le mete turistiche, per vendersi, devono adattarsi. È così? «Le mete necessitano di diventare virtuali, per conseguire risultati. I siti web degli operatori turistici sono diventati il mezzo attraverso il quale aprirsi al turista, utente della rete, che cerca chiarezza delle informazioni. Ma c’è un ulteriore passo avanti generato dal web 2.0, l’interattività. La realtà oggi è entrata nel web, che non è più un mondo virtuale, ma di relazioni. Questo spiazza il marketing e la comunicazione, abituati a essere unidirezionali. Oggi il web è più reale della realtà. Un esempio è TripAdvisor: uno strumento molto utilizzato dai viaggiatori. TripAdvisor e i siti di recensioni on line sono diventati determinanti nella reputazione – e nel relativo business – di strutture ricettive, servizi di ristorazione e destinazioni. I problemi di questi spazi saranno presto superati, proprio perché ci si affida sempre più ai network di amici: persone che sono raggruppate per interessi e affinità e consigliano la vacanza, il posto in cui mangiare o dormire. Oggi ciò che conta sono le opinioni. Per questo gli operatori devono imparare a raccontarsi e relazionarsi».

C’è molta differenza generazionale nell’apprendimento delle tecniche di comunicazione sul web? «Non ho trovato un grande divario tra giovani e anziani. Specie in ambito universitario mi aspettavo di avere nuove leve molto ferrate sul web, ma non è così, almeno non in un’ottica aziendale. I giovani sono avvantaggiati, ma i più anziani, se curiosi, imparano in fretta».

Durante il convegno, si è parlato del “caso Maremma”. Di che si tratta?«Nel panorama italiano si è affrontato il tema web nel turismo prima di altri settori. La Maremma aveva un problema banale, che è stato gestito molto bene: le parole chiave dei motori di ricerca saturavano le prime pagine, associando il nome alle imprecazioni. Pubblico e privati hanno lavorato insieme sulla produzione di contenuti costanti che facessero scivolare le pagine non volute. C’è stata una grande collaborazione, con un risultato straordinario. Una curiosità: Alba potrebbe avere un simile ostacolo di visibilità su Twitter, visto che è un nome proprio, presente in tante lingue del mondo».

Cristina Borgogno