Sfida a tre per il Comune

CISSONE. Sono tre i candidati alla carica di sindaco del paese dell’alta Langa, il più piccolo tra i diciassette Comuni cuneesi interessati dalle elezioni amministrative del 6-7 maggio (83 votanti) e uno dei più piccoli d’Italia tra gli oltre 700 coinvolti nella tornata elettorale. Pur con qualche lieve variazione di nomi e simboli si tratta, a grandi linee, degli stessi schieramenti che si affrontarono cinque anni fa. Il sindaco uscente Eugenio Baudana, non ricandidabile come primo cittadino, non si presenta neppure come aspirante consigliere comunale. La lista civica “Campanile” include però gran parte dell’Amministrazione in carica. Il candidato a sindaco è Luigi Dellaferrera, 52 anni, attuale vicesindaco. I candidati a un posto in Consiglio comunale sono Bruna Caviola, Gianmarco Corradino e Giampaolo Custodero (assessori uscenti), Antonella Transito e Arturo Pressenda (consiglieri uscenti) e Piero Peisino. La lista “Quadrifoglio” presenta come candidato sindaco Bruno Giribaldi, 61 anni, in maggioranza con Baudana fino al 2007. La lista che sostiene Giribaldi è formata da Giovanna Serafino (consigliere comunale uscente e candidata a sindaco nel 2007), Fiorenzo Germano, Giuseppina Calarco, Silvio Pizzata, Marcella Dossetti ed Enza Calarco. Germano e Pizzata, oltre a Giribaldi, erano già candidati a consiglieri alle ultime elezioni comunali. Più “travagliata” la candidatura di Giuseppe Franchi, 64 anni, torinese ormai di casa nel municipio del piccolo centro dell’alta Langa dal momento che è alla terza candidatura a sindaco di Cissone. Nel 2002 si presentò sotto le insegne di “Piemonte nazione d’Europa”, nel 2007 con “Alternativa dei cittadini” e quest’anno con “Movimento no euro-Liste dei grilli parlanti”. In origine la lista si chiamava “Lista del grillo parlante-No euro”, ma il simbolo, nel quale campeggiava soprattutto la parola “grillo”, è stato bocciato dalla commissione elettorale della Prefettura, che ha imposto allo schieramento di rivedere nome e simbolo, per evitare confusione col movimento che fa capo al noto comico genovese. I candidati a sostegno di Franchi sono Alberto Gazzaniga (consigliere comunale uscente), Simone Galfrè, Chiara Piccoli, Nicola D’Addario, Donatella Vivirito e Giuseppe Giaccardi. Cissone sarà il primo paese delle Langhe a misurarsi col taglio al numero di consiglieri e assessori imposto dalla manovra dell’agosto scorso. Dopo il 7 maggio, il Comune non avrà più la Giunta e i consiglieri saranno soltanto sei contro i dodici attuali.

Corrado Olocco

Sette sfidanti per Galvagno

ASTI. Le liste sono state depositate e i candidati a sindaco sono rimasti otto: Giorgio Galvagno, primo cittadino uscente, che con diverse liste rappresenta il centro-destra; Fabrizio Brignolo, capogruppo del Pd, sostenuto anche da Idv, Sel e varie liste civiche; Pierfranco Verrua, assessore della Lega; Mariangela Cotto, ex assessore regionale del Pdl, che corre con due liste indipendenti; Davide Arri, capogruppo dell’Udc; Giovanni Pensabene, che rappresenta la Federazione della sinistra, sponsorizzato da due liste; Gabriele Zangirolami (Movimento 5 stelle) e Diego Zavattaro, ex assessore che si presenta per “Alleanza astigiana”. Si propongono agli elettori 21 liste, collegate agli aspiranti sindaci, con 620 candidati a consigliere che dovranno lottare per 32 posti nell’assemblea civica. Per la prima volta il centro-destra si presenta alle elezioni amministrative diviso. La Lega corre da sola, come da ordine venuto dai dirigenti nazionali. I seguaci del Senatur vogliono contarsi e sapere quanto valgono in termini di consenso, anche a costo di propiziare la vittoria del centro-sinistra. Il candidato leghista Pierfranco Verrua, assessore, non si è ancora dimesso. Forse lo farà, o forse no. Comunque il Sindaco ha già chiarito che le deleghe di Verrua saranno da lui stesso gestite. Altro avversario di Galvagno è Mariangela Cotto, che, pur appartenendo all’area del centro-destra, ha deciso di correre da sola, in barba agli attuali dirigenti del Pdl, che l’avevano “congelata”, negandole ogni spazio politico. La “zarina di San Marzanotto”, non si è persa d’animo e ha costruito la sua rimonta con due liste piuttosto agguerrite. Darà del filo da torcere soprattutto a Galvagno e ai suoi. Sul fronte del centro-sinistra, ha rinunciato alla candidatura il responsabile dell’Idv, Alberto Pasta. La lista dell’“Italia dei valori” appoggerà Fabrizio Brignolo. La strategia di quest’ultimo è di costringere Galvagno al ballottaggio. Poi, tutto potrà capitare.

Giuseppe Sini