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A CURA DEL CENTRO STEADYCAMDELL’ASL CN2 “VIVERE CON STILE” PROGETTO CON LE SCUOLE

Dagli anni ’70 il contesto è cambiato e la prevenzione dalle dipendenze deve tenerne conto. L’obiettivo: stimolare i ragazzi a «saper essere»

Ha ancora senso occuparsi di prevenzione alle tossicodipendenze? Se sì, quando e come? A chi rivolgersi e con quali strumenti gestire questi interventi nell’era di YouTube e di Facebook? Il tema della prevenzione si può far risalire agli anni Settanta, periodo di prima diffusione significativa delle sostanze psico-attive con il conseguente intervento di contrasto. Da allora il panorama è completamente cambiato: contesto socio-culturale, linguaggi e modelli di riferimento, ritmi e stili di vita. Anche concetti quali uso, abuso e comportamenti a rischio hanno subito profonde modificazioni. Il mondo delle immagini, le nuove tecnologie, i format comunicativi in continua evoluzione hanno contribuito a modificare gli scenari preesistenti, ridefinendo la percezione di rischio e piacere. E allora, per noi operatori, quali strumenti e strategie di intervento?

La risposta è stata “Vivere con stile”: intervento formativo che tenta di coniugare i temi della prevenzione con i cambiamenti socio-culturali avvenuti negli ultimi vent’anni. Il progetto è rivolto agli studenti del biennio delle scuole superiori e affronta gli stili di vita giovanili con un occhio rivolto alla promozione della loro salute. Attraverso la messa in discussione dei modelli proposti dal marketing, legati all’induzione al consumo e non di rado agli stili di vita a rischio, si stimola la crescita del singolo e del gruppo classe come protagonisti della propria salute e del «saper essere». Il progetto utilizza una metodologia interattiva: attraverso la visione di formati audiovisivi differenti (spot, spezzoni di film, servizi tg, videoclip e cartoni) e al confronto in piccolo e grande gruppo, gli studenti hanno la possibilità di riflettere sui modelli sociali contemporanei, sugli stili di vita, sulle informazioni corrette e su dove reperirle. Un ruolo fondamentale lo svolgono anche i new media, Internet e Facebook in particolare, utilizzati sia per reperire informazioni che per mantenere i contatti tra i partecipanti, scambiarsi impressioni in tempo reale, ecc. L’obiettivo ultimo è che siano i ragazzi stessi, debitamente formati e supportati dagli operatori del centro Steadycam e dagli insegnanti di riferimento, a fare da “moltiplicatori” nei confronti dei coetanei, organizzando assemblee di classe e d’istituto su temi e contenuti emersi durante il percorso.

Il progetto è attivo in tre istituti albesi: il liceo scientifico “Leonardo Cocito”, il liceo linguistico e delle scienze umane “Leonardo da Vinci” e l’istituto professionale “Apro”. I ringraziamenti ai dirigenti e agli insegnanti coinvolti non è solo un atto dovuto, ma anche un riconoscimento alla sensibilità e alla grande disponibilità dimostrate in questi anni.

Stefano Zanatta