Teleriscaldamento: botta e risposta tra Medici per l’ambiente e Comune

La sezione braidese dell’associazione Medici per l’ambiente (Isde) dice no al teleriscaldamento. Il sodalizio ha sottoposto il progetto presentato da Olicar ed Egea al vaglio di un tecnico esperto in materia, l’ingegner Massimo Cerani di Brescia. Spiega il dottor Giovanni Bonaudi: «Quello che ci preoccupa è l’impatto negativo che il progetto avrà sulla qualità dell’aria, in particolare per ciò che concerne le polveri sottili, e quindi sulla salute delle persone». I dati emersi dall’esame dell’ingegner Cerani saranno presentati alla popolazione durante un incontro pubblico: «Abbiamo consegnato al Sindaco la documentazione raccolta», aggiungono i medici, e ci auguriamo che quest’iniziativa ottenga il consenso di altre associazioni che hanno a cuore l’ambiente e la salute delle cittadini». Nella relazione si legge che le emissioni di pm10 non sono state esaminate nella stesura del progetto. Scrive infatti l’ingegner Cerani: «È quanto meno singolare, dato che il progetto è presentato come migliorativo della qualità dell’aria braidese, il cui principale problema è proprio la concentrazione di pm10. È previsto un maggior consumo di combustibile sul territorio (+17,7%) e le emissioni di pm10 saranno proporzionalmente aumentate dopo la realizzazione dell’opera». Aggiunge ancora Bonaudi: «Siamo preoccupati anche dal fatto che la previsione di utilizzare in futuro come combustibili nella caldaia rifiuti industriali non pericolosi o biomasse non è specificata, né valutata in termini di emissioni e impatto ambientale. Abbiamo organizzato per il 23 aprile (alle 21, al centro polifunzionale Giovanni Arpino) un confronto pubblico con la popolazione, per discutere la questione approfondendone tutte le implicazioni, non solo di carattere ambientale e sanitario. Interverrà anche l’ingegner Massimo Cerani, a cui abbiamo affidato il compito di analizzare il progetto del teleriscaldamento a Bra».

Valter Manzone

Ai medici dell’Isde replica il sindaco Bruna Sibille: «Ho letto la relazione fornitami dall’associazione, a cui invieremo una specifica risposta tecnica. Bra è stata indicata dalla Regione come una delle zone in cui attivare il teleriscaldamento in risposta ai problemi di inquinamento. Ci sarà un solo punto di emissione, controllato, che sostituirà molte caldaiette. La centralina di cogenerazione è collocata nella zona in cui la circolazione dei venti è migliore e la Commissione che ha valutato il progetto ha prestato molta attenzione agli aspetti ambientali e di salute pubblica. Il 19 aprile presenteremo al pubblico l’intero progetto». Il programma della serata (al centro Giovanni Arpino, a partire dalle 20.45) prevede infatti che – dopo i saluti del sindaco Sibille e dell’assessore provinciale Roberto Russo – siano i rappresentanti dell’associazione temporanea di imprese tra Olicar ed Egea a illustrare il progetto che consentirà di realizzare in città una nuova infrastruttura di distribuzione di acqua calda e una centrale di produzione alimentata a gas metano. A fornire maggiori informazioni sui benefìci e sulle criticità del nuovo sistema, una tavola rotonda moderata dal comunicatore ambientale Roberto Cavallo. Nel corso del dibattito interverranno l’ex presidente nazionale di Legambiente, il senatore Roberto Della Seta, componente della Commissione ambiente del Senato, il professor Cesare Boffa, ordinario di fisica tecnica e di fonti rinnovabili di energia al Politecnico di Torino, e Paolo Allemano, sindaco di Saluzzo, una delle realtà della Granda che già da tempo hanno attivato il servizio di teleriscaldamento. L’ingresso è libero.

v.m.