Vinum ritorna «su strada»

Èandata a finire che il quadriennale contratto d’affitto – di circa 88 mila euro – siglato tra il Comune e la Miroglio per l’utilizzo dei locali del Palavinum 3, in via Santa Barbara, è stato interrotto. «La decisione è stata presa in accordo con l’amministratore delegato dell’azienda. Il Comune ha pagato solo 40 mila degli 88 mila euro dovuti», ha spiegato l’assessore al turismo Paola Farinetti, alle prese con Vinum. Una pioggia di polemiche aveva investito la compagine Marello a causa della spesa (giudicata eccessiva) per l’affitto del Palavinum 3. A rincarare la dose ci ha pensato, dai banchi del centro- destra, Carlo Bo. Con un’interrogazione, il consigliere ha chiesto spiegazioni sulla decisione di “riabilitare” la versione di Vinum «su strada», con bancarelle nelle vie della città. Proprio come «il centro-destra aveva sempre indicato di fare».

Prima della replica Farinetti ha scagliato una frecciatina: «L’interrogazione del consigliere Bo non ha seguito la procedura standard, non è stata consegnata in modo ortodosso: prima ai mezzi stampa, poi alle sedi istituzionali competenti ». L’assessore ha spiegato che nelle ultime edizioni «si era preferito puntare sulle strutture al chiuso sia per ragioni di rischio meteorologico, sia per ragioni legate alle temperature e alle necessità ambientali e “strutturali” dei vini. Quest’anno abbiamo in parte ristabilito il contatto con la strada, con la “festa” da affiancare alle iniziative per intenditori. Dei risultati, meglio parlare a rassegna conclusa». Bo non accusa il colpo, ribattendo con un certo sarcasmo: «La forma di presentazione dell’interrogazione non sarà stata ortodossa, ma la sostanza cambia poco. Vorrei far notare all’assessore come valutare il suo operato, e chiedere spiegazioni a riguardo, non solo sia un mio diritto, ma un mio dovere». Battibecco a parte, c’è tensione per l’imminente rassegna. Il bilancio preventivo rispetto al passato è fortemente ridotto. Ma le aspettative e le valutazioni non saranno minori.

 

m.v.