224 case pignorate

CONGIUNTURA – Un “effetto collaterale” della recessione è l’accumulo del debito: piccoli e grandi imprenditori devono finanziare i propri conti, per realizzare gli investimenti che sono il solo volano di crescita e speranza. Peccato che, con i cali degli ordinativi e l’incremento della pressione fiscale, il debito s’ingigantisce, gli interessi lievitano e il pagamento slitta, in un circolo vizioso senza fine. Per porre rimedio a questo dramma, la Regione ha sottoscritto un accordo con il Ministero dell’economia e con le associazioni imprenditoriali. Le piccole e medie imprese che non siano in “posizione di sofferenza” presso le banche – che non risultino cioè esposte da oltre 90 giorni né abbiano procedure esecutive in corso – possono ottenere alcuni benefici. Tra questi, la sospensione dal pagamento della quota dei mutui per 12 mesi, oppure l’allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine. Come ha spiegato a Gazzetta l’assessore allo sviluppo economico, Massimo Giordano, «la moratoria sui mutui è una boccata d’ossigeno per il sistema economico piemontese, in particolare per gli artigiani e le piccole e medie imprese. È chiaro che non è la soluzione, ma risponde a una logica di concretezza e sostegno ai nostri imprenditori. Il perdurare della crisi ha inciso troppo sulla gestione finanziaria delle imprese, estendendo le difficoltà sia rispetto alle scadenze di rimborso dei prestiti bancari sia nell’accesso a nuove forme di finanziamento».

 Nonostante le parole della politica, il fenomeno debitorio sembra espandersi, alimentato dal blocco congiunturale. Il tema non si limita all’universo bancario, dato che un prestito può essere richiesto a una innumerevole lista di enti. Secondo i dati che il Tribunale di Alba ha comunicato a Gazzetta, le esecuzioni di pignoramento di immobili per il mancato pagamento del debito da parte di privati verso banche o altri enti è aumentato a dismisura negli ultimi anni. Se nel 2009 sono stati effettuati 177 procedimenti, nel 2010 si è arrivati a 193 e nel 2011 a 224: vuol dire che è stata pignorata un’abitazione ogni giorno e mezzo. Nel 2012 la proporzione è per ora lievemente inferiore all’anno precedente: 60 nei primi quattro mesi. L’impasse è di natura tale da allarmare pure i politici albesi. L’assessore al lavoro, Olindo Cervella, ha commentato: «Il fenomeno dei pignoramenti e quello debitorio risultano in incremento pure sul nostro territorio. Bisogna far ripartire il mercato del lavoro e puntare alla crescita, altrimenti rischiamo grosso».

 Matteo Viberti

foto Corbis