Bra, impianto a biogas: decisione rinviata al 6 giugno

Pareri negativi dei Comuni di Bra e Cherasco e dell’Arpa Piemonte

Ci sono volute cinque ore di riunione, nella mattinata di mercoledì scorso, prima che la Conferenza dei servizi svoltasi in Provincia decidesse di rimandare qualsiasi decisione sull’impianto a biogas al 6 giugno. All’ordine del giorno la richiesta della società Biovis srl di realizzare un impianto a biogas in località Monte Capriolo, lungo la provinciale 661, ai confini tra i Comuni di Cherasco e di Bra. Numerose le proteste di abitanti e aziende della zona. Tra le perplessità maggiori, portate avanti dal Comitato del no e dai sindaci di Cherasco e Bra, la non compatibilità urbanistica del progetto della Biovis, la mancanza del contratto di fornitura del calore prodotto alle serre della vicina azienda agricola Costantino, lacune sui dati di energia prodotta, copertura inadeguata dello stoccaggio, allevamenti lontani dalla centrale biogas, situazione che provocherebbe un aumento considerevole di traffico pesante sulla già problematica Bra-Cherasco.

Nino Tealdi, dell’Ufficio tecnico comunale di Cherasco, spiega: «Il progetto presentato non rispetta i vincoli del nostro Piano regolatore per quanto riguarda la distanza dal confine con le proprietà vicine e neppure per le ristrettezze previste dal piano paesistico di Pollenzo, il quale dice in modo chiaro che non si può fare un impianto a biogas in quel sito».

Anche l’Arpa provinciale ha detto «no», spiegando che il bilancio ambientale locale può essere positivo, nelle condizioni presentate dalla Biovis: «La copertura non è sufficiente a contenere gli odori, eccessivo decentramento dell’impianto rispetto agli allevamenti, pur essendo uno dei migliori progetti di impianti visti sul territorio di nostra competenza».

I Comuni di Cherasco e Bra si sono avvalsi anche dello studio di ingegneri del Politecnico di Torino, che hanno evidenziato molte lacune nel progetto e alcuni dati mancanti. Hanno inoltre sottolineato come sia da chiarire anche l’impatto sulla falda acquifera presente in quell’area. Al termine della Conferenza, è arrivata la decisione della Provincia di chiedere alla Biovis alcuni chiarimenti sulle osservazioni presentate nella mattinata. Hanno commentato i membri della Conferenza: «È emerso che questo progetto ha delle lacune. Ci sono ancora molti punti da chiarire, come ha anche dimostrato il Politecnico. Aspettiamo fiduciosi la terza Conferenza».

Conclude l’amministratore Biovis Lorenzo Cerrino: «Siamo arrivati a Cuneo preventivando un sì o, al limite, un rimando. Adesso lavoreremo per produrre le spiegazioni richieste». E in merito alle richieste del Politecnico conclude: «Questi dati si danno in fase di progetto esecutivo. Accettiamo comunque il rimando se la decisione viene però presa in tempi rapidi, senza dover produrre altra documentazione. Sarebbe impossibile in tempi così stretti».

Valter Manzone