I moschettieri di Monchiero

C’è compiacimento e voglia di continuità nella voce di Giovanni Monchiero, appena rinominato direttore generale dell’Asl Cn2. Eppure, un nucleo di timore s’intuisce nell’intonazione, soprattutto quando pensa al futuro. La situazione finanziaria è arroventata; perciò, dice Monchiero, «non sappiamo come si svilupperà la crisi nel 2013. Se dovesse aggravarsi, la sanità pubblica potrebbe subire imprevedibili contraccolpi».

Il Direttore comincia ad attrezzarsi e a scegliere gli uomini che lo affiancheranno nelle battaglie amministrative e gestionali: è del 18 maggio la notizia che a ricoprire il ruolo di direttore sanitario sarà, in linea col passato, Francesco Morabito. Che ha commentato con pacata diplomazia: «Sono contento di continuare a lavorare come direttore sanitario. Cercheremo di fare il meglio possibile». Una scelta di “prosecuzione”, quella di Monchiero, controbilanciata da una novità, dato che per il ruolo di direttore amministrativo è stato scelto Gianfranco Cassissa. «Un giovane che ho conosciuto nell’Asl Cn1 e che ha dimostrato buonsenso e serenità. Abbiamo bisogno di simili qualità, di rimanere un’azienda serena. Quanto a Morabito, c’è poco da dire: il nostro è un “matrimonio di lunga data”, basato su stima reciproca e sulla costante ricerca di qualità».

Sugli obiettivi da realizzare, Monchiero mette in cima alle priorità l’ospedale di Verduno: «È nostra intenzione realizzare la struttura nel più breve tempo possibile». Le difficoltà si accumulano e il cantiere è ancora fermo nonostante gli ultimatum lanciati all’appaltatore; si avvicina la rottura del contratto.

La lista delle soddisfazioni personali non s’arresta, dato che Monchiero è stato confermato anche presidente della Federazione italiana delle aziende ospedaliere. La Fiaso si occupa di monitoraggio, indagini, rapporti con le istituzioni, interventi migliorativi per le aziende locali. È l’ente intermediario tra le esigenze sanitarie e il mondo gestionale: un ruolo cruciale nell’uragano di incertezza.

m.v.