Il punto di vista della Banca d’Alba

Felice Cerruti (Presidente, Banca d’Alba)

È con orgoglio che Banca d’Alba riporta in mostra nella propria sede il “Martirio di San Lorenzo”, capolavoro “ritrovato” di Tiziano oggi conservato nella Chiesa dei Gesuiti, a Venezia. Dopo mesi di accurato ripristino nel laboratorio di Nicola Restauri ad Aramengo, la pala è pronta a svelare la sua nuova veste ai nostri Soci, agli albesi e a quanti verranno ad Alba per ammirarla. Il progetto è iniziato quasi due anni fa, quando avevamo pensato di impreziosire l’inaugurazione della nostra nuova sede, il Palazzo Banca d’Alba in via Cavour – un’operazione che ha segnato ancor più profondamente il radicamento della Banca nel nostro territorio di origine –, con un’iniziativa culturale di rilievo, in grado di uscire dai confini abituali del nostro operato.

La grande tela al momento del trasferimento presso la Banca d’Alba dopo la prima fase di lavoro.

La scelta è stata quella di farci carico del recupero dell’imponente pala di Tiziano: un’opera che, sebbene impreziosisca oggi la chiesa veneziana, ha un forte legame con la nostra comunità in quanto il Santo raffigurato, Lorenzo, è anche il patrono di Alba. La prima fase dell’operazione è consistita nell’esporre l’opera per alcuni mesi, un anno fa, con tutto il suo carico di anni e di acciacchi, proprio in occasione dell’inaugurazione della sede di via Cavour. La pala è stata poi ricoverata nei laboratori di Aramengo per un minuzioso restauro che ha consentito di riportarla al suo splendore iniziale, svelando anche alcuni particolari nascosti dal tempo, dall’usura e da precedenti e maldestri interventi di risanamento.

Oggi il “Martirio di San Lorenzo” è pronto per farsi nuovamente ammirare nella nostra sede, accompagnato da una mostra documentativa della sua storia, delle sue vicende e del restauro, nonché di una presentazione del suo autore. Un’iniziativa che contribuirà ad arricchire l’offerta culturale del territorio, conosciuto per la sua ricchezza enogastronomica, ma anche per le sempre più raffinate proposte artistiche e culturali, in grado di coinvolgere un’intera comunità e di richiamare turisti e visitatori da ogni parte d’Italia e dall’estero.

Un siffatto intervento è coerente con la nostra vocazione aziendale, concentrata a sviluppare il benessere del proprio bacino di riferimento, non solo a livello economico ma anche sociale e culturale. La Banca d’Alba desidera ringraziare la Compagnia di Gesù – custode dell’opera –, la Soprintendenza di Venezia, tutta l’equipe di Nicola Restauri di Aramengo, lo storico dell’arte Lionello Puppi, l’Amministrazione comunale di Alba e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo intervento: un omaggio che la nostra Banca ha voluto rendere non solo alla sua città, alle Langhe e al Roero, al Piemonte, ma a tutta la cultura italiana.

Alcune immagini del ritiro, imballo, movimentazione e trasporto del dipinto.

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