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La prospettiva? Restare senza treno

TRASPORTI – Uno dei settori più colpiti dalla crisi è quello dei trasporti, che deve fare i conti con i tagli imposti dal Governo. In Piemonte, la decurtazione potrebbe toccare il 15 per cento, ma i gestori delle linee di trasporto e le amministrazioni locali si stanno battendo affinché la Regione, nella definizione del proprio Piano di riorganizzazione, mitighi i tagli e consideri il trasporto pubblico locale come un punto di partenza per lo sviluppo piemontese. In prima linea, in questa battaglia, c’è l’Amministrazione albese che, nel Consiglio comunale di domani 30 maggio, discuterà di un ordine del giorno ad hoc. Il documento – che porta la firma dei consiglieri Luigi Garassino, Luca Magliano e Fabio Tripaldi – è stato presentato nell’ultima riunione della prima Commissione consiliare. In piazza Duomo, come ha spiegato il consigliere Fabio Tripaldi, si teme che la soppressione delle linee ferroviarie Alba-Asti e Alba-Alessandria – non ancora decretate ma previste dall’Amministrazione regionale nell’ambito del Piano di riorganizzazione dei trasporti – e la conseguente diminuzione degli utilizzatori del treno possano portare alla cancellazione della linea Alba-Bra. «Il trasporto pubblico locale», ha rimarcato Tripaldi, «è fondamentale per studenti, anziani, pendolari e turisti, i quali hanno foraggiato questo settore, pagando tariffe piuttosto care, ma ciò non è bastato, segno che il servizio è stato gestito in maniera inefficiente». «Un eventuale potenziamento del servizio di trasporto su gomma, anch’esso a rischio tagli, non riuscirebbe a rimpiazzare la mancanza della ferrovia», ha dichiarato Luigi Garassino. Che fare, dunque? Garassino ha suggerito di dare vita a un tavolo di confronto che, coinvolgendo il maggior numero possibile di enti locali, riesca ad affrontare in maniera concreta questa situazione e, mettendo sul piatto tutte le ipotesi di riorganizzazione, a individuare soluzioni concrete, da attuare anche nel caso in cui le linee ferroviarie verso Asti e Alessandria dovessero essere cancellate. In questo caso, le possibilità sarebbero due: impiegare le infrastrutture dismesse per scopi turistici oppure gestirle a livello locale. Il capogruppo consiliare del Popolo della libertà, Carlo Bo, ha dichiarato che i tagli paventati potrebbero comportare disagi per la città, ma che per poter ragionare su possibili soluzioni da adottare occorre avere a disposizione numeri precisi riguardanti i cittadini che utilizzano i mezzi pubblici.

Enrico Fonte

Foto Ansa

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