Paolo Minuto: «Se Alba ha le mani legate»

L’Assessore ai lavori pubblici  fa il punto degli interventi avviati dall’Esecutivo di Maurizio Marello. La nuova media della Moretta tra le priorità

La situazione del traffico è sempre difficile in città e di alternative se ne vedono poche. Per costruire strade nuove servono interventi, i quali richiedono finanziamenti, al momento in impasse. Piazza Duomo attende, inoltre, la firma – che potrebbe arrivare a giorni –del decreto sulla “virtuosità” del Comune, il quale ha tutti i conti in regola come pochi altri: potrebbero così essere sbloccati fondi già disponibili. Gli interventi che ha posto in essere l’Amministrazione sono andati calando negli anni, dai 7 milioni e mezzo del 2008 ai ai 4 e mezzo di quest’anno, come si evince dalla tabella (che dà conto anche dei pagamenti, maggiori rispetto agli investimenti perché si riferiscono agli anni precedenti), a causa della minore capacità di spesa legata al Patto di stabilità. Gazzetta ne parla con l’assessore ai lavori pubblici Paolo Minuto, il quale cita tra le priorità la nuova scuola della Moretta, che costerà circa 5 milioni.

Avete puntato in campagna elettorale sulle nuove circonvallazioni per eliminare almeno in parte il problema del traffico. Come vi siete mossi in concreto, Minuto?

«I capitali necessari sono ingenti (il collegamento Cantina di Roddi-corso Cortemilia costerebbe 150 milioni di euro) e la priorità, per ora, va alle opere collegate ai progetti autostradali: per il lotto 2.6 dell’Asti-Cuneo i finanziamenti ammontano a 124 milioni di euro. A occuparsi dei lavori sarà la concessionaria, intervenendo in primo luogo sulla tangenziale di Alba e sulla provinciale Roddi-Pollenzo, per poi procedere con la costruzione della strada per il nuovo ospedale di Verduno e in ordine al terzo ponte sul Tanaro. Le opere “compensative” dell’Asti-Cuneo termineranno in quattro anni e avranno un ruolo fondamentale per lo smaltimento del traffico albese. Un importante traguardo per il decongestionamento del traffico in centro è rappresentato inoltre dalla bretella del Mogliasso, che già collega viale Industria alla tangenziale».

La pedonalizzazione del centro è da tempo sul tappeto. Che ne è del progetto?

«La chiusura degli attraversamenti di via Maestra, gli interventi in via Cavour, in piazza Risorgimento e in piazza Garibaldi sono utili per andare in questa direzione. Ma i vincoli preesistenti con la società Parcheggi Italia non ci permettono di eliminare i parcheggi blu – 1.060 nell’area storica –, causa principale del traffico. Inoltre, occorre tenere conto del carico e scarico delle merci. Non so quanti esercenti sarebbero soddisfatti della chiusura totale».

E la ristrutturazione del cortile della Maddalena, che dovrebbe divenire “cuore pulsante” della città?

«I tempi si prospettano dilatati. Due vincoli impediscono l’inizio a breve termine dei lavori: il liceo artistico Pinot Gallizio, che dovrebbe spostarsi alla Cittadella degli studi solo nel prossimo anno, e la sistemazione del Lodovico Rocca: la ristrutturazione dell’ex palestra che si trova nel cortile stesso – la quale ospiterà l’Istituto – comincerà solo a settembre, grazie ai finanziamenti della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo e terminerà nel 2014».

Molti vorrebbero una città meno inquinata, dotata di piste ciclabili e parchi. Come ha agito su questo fronte piazza Duomo?

«Qui entra in gioco il Patto di stabilità, che ci immobilizza. Per questo speriamo nell’imminente varo del decreto che, grazie alla virtuosità del conti pubblici albesi, possa sbloccare i fondi utili ad avviare nuovi cantieri. Ogni anno spendiamo 350 mila euro nella manutenzione di parchi e aree verdi, ma non possiamo portare avanti altri progetti. Ad esempio, lo studio redatto per migliorare l’area del Parco del Tanaro non è attuabile proprio a causa dei costi. Abbiamo, inoltre, problemi di vandalismo legati alle aree ludiche, che pure richiedono interventi. Anche per la realizzazione di nuovi percorsi ciclabili occorrono somme ingenti, vicine ai 5 milioni di euro. L’Amministrazione sta comunque procedendo su corso Canale, da Rondò a Mussotto».

Marco Viberti

Foto Marcato