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Sognando il parco Tanaro

L’INTERVISTA Come anticipato dal nostro giornale, Egea, insieme alla braidese Olicar, gestirà il teleriscaldamento di Alba per i prossimi nove anni. Si tratta di un ulteriore esempio di collaborazione tra la città e la società di corso Nino Bixio, la quale, in epoca di crisi, si candida a diventare uno dei punti di riferimento per la ripresa economica locale. Questo perché Egea non solo ha scelto di rimanere radicata al territorio ma anche di sostenerlo con grandi investimenti, che nei prossimi anni potrebbero portare alla rinascita del parco Tanaro. Ce lo ha annunciato, in esclusiva, l’amministratore delegato Pierpaolo Carini, in un colloquio avvenuto a margine dell’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio.

Ingegner Carini, la congiuntura internazionale si è fatta sentire in Egea?  «La crisi ha reso difficile l’acquisto delle materie prime, come il metano e l’energia elettrica. Egea non ha risentito di problemi particolari, perché ha scelto di non snaturarsi, continuando a rivolgersi al mercato territoriale con quella concretezza “piemontese” che la contraddistingue. Abbiamo cioè deciso di soddisfare solo le necessità, ben chiare e definite, dei nostri clienti, senza badare alla tanto ipotizzata crescita dei consumi, che poi non si è verificata. Avremmo rischiato una sovrapproduzione o di effettuare investimenti non necessari».

Quali criticità potrebbero presentarsi nei mesi a venire?  «Il contesto internazionale in cui operiamo non ci permette rilassamenti. Dobbiamo continuare a investire in maniera oculata, senza fare il passo più lungo della gamba. La crescita dell’azienda è fondamentale, ma se non correttamente governata potrebbe portare a criticità. In questo senso, punteremo alla massima efficienza, che cercheremo di raggiungere anche attraverso l’uso di un sistema informatico unico per tutte le società del gruppo».

I vostri clienti hanno avvertito la crisi?  «Per quanto concerne i clienti privati, abbiamo riscontrato una maggiore difficoltà rispetto al passato nei pagamenti delle bollette del riscaldamento, meno evidente nell’albese. Nell’area metropolitana torinese, viste le difficoltà delle famiglie, abbiamo abbandonato le iniziative di ampliamento della rete di vendita. Anche sul fronte delle aziende clienti, i cui pagamenti sono peraltro garantiti da un sistema assicurativo, i tempi di pagamento si sono dilatati».

La difficile situazione finanziaria potrebbe ostacolare la quotazione in Borsa di Egea? «Non vogliamo farci condizionare dal momento negativo. Quella della quotazione in Borsa, sia per le dimensioni della nostra azienda sia per l’importanza dei nostri interlocutori, continua a essere un’ipotesi da prendere in considerazione».

Egea e Alba: un matrimonio “per sempre”?  «Trattandosi di un matrimonio anche di tipo commerciale, per funzionare deve potersi basare su un rapporto di reciproca convenienza, che, oggi più che mai, sembra esistere, non solo con Alba ma con tutti gli altri Comuni facenti parte di Egea».

 A che punto è il progetto per il trasferimento in via dell’acquedotto?
«Stiamo procedendo alla selezione dei professionisti che dovranno redigere il progetto per la nuova sede. Il cantiere potrebbe aprirsi nell’estate 2013».

San Cassiano come vi accoglierà?  «Credo bene. Abbiamo incontrato i rappresentanti del quartiere e siamo disponibili a coinvolgere i residenti. Sono convinto che il nostro trasferimento, unitamente alle opere di edilizia previste dal Comune, possa portare rilevanti benefici all’area».

 Che cosa rappresenta il bando pluriennale per la gestione del calore albese, che vi siete aggiudicati insieme a Olicar?  «Il progetto, nel quale è contenuta tutta la nostra competenza, porrà Alba ai primi posti della classifica dell’efficienza energetica e lancerà un preciso messaggio, sensibilizzando alla riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Alba ha tutte le carte in regola per aderire al Patto dei sindaci».

Un progetto che vorrebbe realizzare?  «Stiamo valutando la possibilità di un intervento sul Tanaro, nella zona in cui si incontra con il rio Cherasca, dove si vorrebbe realizzare un’opera per la regimazione delle acque, per il rafforzamento delle sponde e per la produzione di energia elettrica. L’intervento potrebbe dare il là al completamento del parco del Tanaro».

Enrico Fonte

Sognando il parco Tanaro

Nei prossimi mesi investiremo ad Alba circa 4 milioni di euro, 2 dei quali per il potenziamento energetico degli edifici comunali nell’ambito del bando per la gestione del calore e altri 2 per l’espansione della rete del teleriscaldamento alla Moretta, a Mussotto e in borgo Piave. Complessivamente, nel 2012, Egea investirà nell’area circa 35 milioni di euro, 5 per il ciclo idrico-integrato e uno per la realizzazione di una bretella capace di rifornire al meglio l’alta Langa e il Roero di metano.

Pier Paolo Carini, amministratore delegato di Egea

Egea è più forte della crisi

I NUMERI Egea è più forte della crisi. Non è un nuovo slogan pubblicitario, ma la fotografia del bilancio 2011 della multiutility albese, leader nel campo della fornitura di energia e della gestione dei servizi idrici. Le sensazioni positive sui conti di Egea emerse lo scorso marzo durante la presentazione dei primi dati hanno trovato conferma martedì scorso, nel corso dell’assemblea annuale dei soci. Numeri alla mano, nel 2011, il valore della produzione di Egea ha toccato i 693,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 518 del 2010. Nel 2012, potrebbero essere superati i 720 milioni di euro. Le cifre diventano ancora più positive se si considera che non più tardi di cinque anni fa il fatturato di Egea si aggirava intorno ai 250 milioni.

Il risultato è in parte “macchiato” da una lieve contrazione dell’utile netto d’esercizio, passato da 5.427.802 euro a 3.789.178 per colpa della maggiore incidenza delle tasse. Le note liete giungono anche dai dati relativi all’occupazione garantita dal gruppo Egea, che l’anno scorso ha dato lavoro a 516 persone, 12 in più rispetto al 2010 e 481 in più rispetto ai 35 dipendenti del 1997. Nell’anno in corso, i lavoratori sono aumentati a 518. L’età media degli occupati è di 35 anni, mentre per quanto riguarda il titolo di studio il 20 per cento è laureato e il 35 diplomato.

Per quanto concerne gli investimenti, Egea nel 2011 ha messo in campo complessivamente – sia in maniera diretta che attraverso partnership – 37,4 milioni di euro, 13 milioni dei quali per l’energia da fonti rinnovabili e 15,8 per il teleriscaldamento. Nello specifico, gli investimenti effettuati da società consolidate in Egea hanno raggiunto i 21,3 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17,8 dei dodici mesi precedenti. Le prossime linee di sviluppo prevedono interventi nel campo della gestione del calore (Alba, Barolo, Canale, Carmagnola, Priocca, Sanfrè, Treiso), dell’illuminazione pubblica (Acqui Terme, Bra, Castino, Diano), della produzione di energia da allevamenti (Caluso e Vottignasco) e da idroelettrico (Santa Vittoria) e del teleriscaldamento (Acqui, Alba, Cairo Montenotte, Canale, Carmagnola, Fossano, Piossasco, Ormea). Rimane allo studio, come si evince dall’intervista a fianco, l’ipotesi di emettere, presumibilmente in autunno, il prestito obbligazionario.

e.f.