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Sgarbi arriva e due vanno La Giunta si dà sei mesi

BALDISSERO Giunta a tempo, dimissioni di due consiglieri e polemiche tra maggioranza e opposizione. Questi i primi risultati della nomina di Vittorio Sgarbi ad “assessore alla rivoluzione” nel Comune di Baldissero, avvenuta giovedì 19 luglio. Occasione anche per presentare il Partito della rivoluzione, l’ultima creatura politica del critico d’arte più famoso d’Italia, che correrà alle politiche del 2013. La novità di avere in Consiglio un personaggio così conosciuto ha spaventato un po’ tutti in paese, ma non il sindaco Cinzia Gotta che ha promesso grossi cambiamenti e un ritorno di immagine per Baldissero senza precedenti. Promesse che non hanno convinto l’opposizione, la quale si è detta contraria alla nomina del professore.

Il sindaco di Baldissero Cinzia Gotta e Vittorio Sgarbi

«Non si può non ammettere che c’è stato del malcontento», ha detto Marco Scuderi. «La stessa maggioranza», ha aggiunto Luigi Maletto, «ha subìto una spaccatura che ha portato alle dimissioni di Giulio e Michele Careglio». «La maggioranza si è data tempo sei mesi per decidere se continuare o meno l’azione di governo», ha replicato Gotta. «Non capisco queste polemiche», ha risposto Sgarbi, «sono l’assessore più famoso d’Italia, con me qui possono nascere cose importanti, idee rivoluzionarie e trasformare Baldissero e questo territorio nel centro di importanti progetti. L’unico motivo per non volermi è quello di non volere notorietà. Propongo un referendum tra la popolazione, se mi rifiutano mi dimetto».

Sgarbi non percepirà alcun compenso. Gotta mostra fiducia: «L’Assessore “alla rivoluzione” avrà responsabilità sulla cultura, la tutela del paesaggio e dei beni artistici e storici. Penso che Sgarbi, che ha già esperienza amministrativa, possa esercitare molto bene questo incarico». La “rivoluzione”, spiegano, sarà contro le decisioni che vanno contro i Comuni e la tutela del paesaggio. Una rivoluzione già iniziata all’epoca di Salemi. «Ho accettato l’invito di Baldissero», ha spiegato il critico d’arte, «perché la rivoluzione deve essere fatta all’interno delle istituzioni. Ed è proprio da Baldissero, che ricomincio la sfida iniziata in Sicilia, un progetto che vede arte e rivoluzione unite nello scopo comune di svecchiare il paese guardando al “modello Slow Food”, unica vera rivoluzione degli ultimi vent’anni in Italia».

fu.lo.