Tagli e chiusure alle Poste

UFFICI A RISCHIO La riduzione degli orari degli uffici postali è un classico dei mesi estivi, ma talvolta non si è trattato di un provvedimento soltanto “stagionale”. Ed è ciò che accadrà nei prossimi mesi (probabilmente entro settembre), se verrà applicato il piano presentato da Poste italiane ad Agcom, che in Piemonte porterebbe alla chiusura di 62 uffici.

La proposta presentata dall’azienda prevede la chiusura degli uffici di Pocapaglia e Castelrotto, operazione che non contrasta con l’accordo siglato alcuni anni fa, il quale prevede il mantenimento di un ufficio postale per ogni Comune, dal momento che nei due paesi rimarrebbero in funzione gli sportelli di Macellai e Guarene.

Per altri uffici sono previste riduzioni di orari, con il passaggio a forme di part-time verticale: ossia, sportelli aperti con orario pieno tre giorni alla settimana. Il provvedimento dovrebbe riguardare alcuni uffici di Langa (Treiso, Neviglie, Sinio e Marsaglia), che passeranno da sei a tre giorni di apertura, mentre quelli già aperti tre giorni (Baldissero, Bergolo, Camo, Santuario Tinella e Igliano) manterranno l’attuale orario. Stesso discorso per gli uffici aperti due giorni al mese (San Rocco di Montà, Magliano Alfieri e Santa Vittoria), che conserveranno l’attuale orario.

Contro il piano di tagli il gruppo della Lega nord in Consiglio regionale ha presentato un ordine del giorno urgente, chiedendo l’intervento della Giunta e non è difficile prevedere nei prossimi giorni prese di posizione anche da parte degli amministratori locali.

 Corrado Olocco