Nocciola, tira e molla sui prezzi: si parte da 200 euro, i coltivatori ne vorrebbero 300

Arrivano dalla Sagra della nocciola di Cortemilia le prime indicazioni di mercato sulla stagione corilicola appena iniziata. A margine del convegno dedicato alle norme che regolano le modalità di etichettatura, abbiamo incontrato alcuni produttori, imprenditori ed esperti del settore per provare a immaginare che cosa potrebbe accadere, a livello economico, nei prossimi mesi.

La nostra lente di ingrandimento si è soffermata sulle nocciole piemontesi, la cui quantità complessiva, secondo le stime, dovrebbe subire una flessione rispetto alla passata stagione, quando la produzione di nocciole in guscio aveva superato i 140 mila quintali. L’imprenditore Pier Giorgio Mollea, co-titolare dell’azienda cortemiliese Nocciole Marchisio, ritiene che la produzione totale dovrebbe aggirarsi intorno ai 130 mila quintali, con un calo stimato rispetto al 2011 del 10 per cento circa, dovuto, sostiene Mollea, alle forti gelate invernali che hanno compresso molte coltivazioni della pianura astigiana. I produttori che abbiamo incontrato parlano, invece, di un calo di produzione che potrebbe addirittura sfiorare il 20 per cento.

Diversa, e più ottimistica, l’opinione dell’assessore all’agricoltura del Comune di Cortemilia Armando Rolando, secondo cui le nocciole prodotte nel 2012 in terra sabauda dovrebbero essere 160 mila quintali, due terzi dei quali provenienti dalle colline dell’alta Langa.

Pareri pienamente unanimi per quanto concerne la qualità della “Tonda gentile”, che nell’anno in corso ha raggiunto degli ottimi livelli. Lo confermano le nocciole prese in esame per la dodicesima edizione del concorso premio Novi qualità (se ne parla nel riquadro), che mostrano una resa media del 46% e, all’interno del frutto, la quasi totale assenza di parti marce e di malattie causate da cimici. L’unico piccolo neo, ha affermato Mollea, riguarda alcune macchioline gialle formatesi nel cuore delle nocciole a causa del sole cocente. Questo aspetto, comunque, non compromette minimamente le qualità di quella che i tecnici del Centro studi assaggiatori di Brescia hanno eletto come la nocciola più buona del mondo.

Detto di quantità e qualità, resta da dire della questione più scottante, ovvero quella dei prezzi, sempre al centro di un tira e molla tra venditori e compratori. Pier Giorgio Mollea, affermando che il mercato italiano sarà inevitabilmente condizionato dall’aumento di nocciole turche, ha ipotizzato che il prezzo di partenza di un quintale di nocciole piemontesi potrebbe essere di 200 euro.

I corilicoltori cosa ne pensano? A rispondere è Giorgio Cristino, agricoltore cortemiliese, fresco vincitore del premio Novi: «Checché se ne dica in giro, un quintale di tonde gentili delle Langhe costa ai piccoli produttori almeno 200 euro, ai quali vanno aggiunte, tra le altre, le spese necessarie per difendere i noccioleti dalle intrusioni degli animali selvatici», ha sottolineato Cristino, aggiungendo: «Se la nocciola langarola continuerà a essere comprata dalle aziende di lavorazione alle cifre attuali, troppo basse, tra qualche anno, nessuno più la coltiverà. Solo i grandi produttori si salveranno. Oltre che coprire i costi di produzione, dalla vendita delle nostre nocciole vorremo poter guadagnare qualcosa in più, in modo tale da poter continuare a produrre una nocciola di assoluta qualità. Ciò significa che un quintale di nocciole dell’alta Langa dovrebbe essere pagato almeno 300 euro».

Enrico Fonte