Fede, passione e credibilità

VALLE TANARO Per introdurre il servizio sugli oratori nel Roero abbiamo intervistato don Emiliano Rabellino, dal 1° settembre responsabile della pastorale giovanile nella vicaria Valle Tanaro.

Classe 1979, ordinato sacerdote nell’aprile 2011, Emiliano Rabellino, è stato appena nominato anche viceparroco di Magliano Alfieri.

Don Emiliano Rabellino, insieme a due scout, durante un campo di quest’estate

Una nuova missione per uno dei religiosi più giovani e intraprendenti della Diocesi, a fianco della comunità maglianese. Dodici anni come guida spirituale negli scout, il ruolo nell’Azione cattolica, l’esperienza nella pastorale giovanile.

Nessuna paura e idee chiare per un “ragazzo” che ha scelto una strada diversa rispetto alla quasi totalità dei propri coetanei.

«Famiglie, giovani e giovanissimi sono le parole d’ordine mie e di una Chiesa che vuole tornare a essere vicina alla gente, fin da subito; ultimamente molto è stato delegato, a partire dagli oratori. Negli anni si sono fatti strada altri soggetti molto validi come Ragazzi del Roero, ma è necessario che la Chiesa e le parrocchie tornino a un confronto attivo coi giovani».

Emiliano ha ben chiara, nella mente, la nuova strada da seguire perché non si perda quel collante straordinario tra Chiesa e popolazione che è sempre stato l’oratorio: «Ho chiesto di incontrare i rappresentanti laici della Vicaria per meglio conoscere la realtà in cui andrò a operare; vorrei subito attivare una serie di appuntamenti con le famiglie e in modo particolare con i nuclei in cui ci sono bambini di età inferiore ai 6 anni. Questa potrebbe essere la nuova frontiera degli oratori, dei punti di incontro, di preghiera, ma anche di svago per i genitori e per i bambini più piccoli per aiutarli a crescere in un ambiente sano permettendo ai genitori di non sentirsi soli nel ruolo di educatori».

La vicaria Valle Tanaro consta di cinque Comuni (Priocca, Magliano, Guarene, Castagnito e Govone) e vanta un’età media fra le più basse della Diocesi e una costante crescita demografica a causa di una forte immigrazione. «Le famiglie stanno cambiando», aggiunge, a questo proposito, don Emiliano. «I nostri paesi stanno cambiando, per questo dovremo essere in grado di dialogare con tutti e di trasformare le parrocchie in centri di dialogo, integrazione, riflessione e svago puntando forte sulle attività estive e sportive». Un esempio da seguire per Emiliano è quello di don Valentino Vaccaneo, scomparso lunedì 27 agosto (di cui parliamo alle pagine 8, 9, 10 e 11): «Di lui ricordo il grande entusiasmo e l’umanità oltre che la propensione ad accogliere tutti, partendo dai più deboli e dai ragazzi. È importante che i giovani sentano in noi fiducia, passione e credibilità, solo in questo modo potranno avvicinarsi alla fede».

Marcello Pasquero

Quando l’integrazione passa attraverso il gioco

SOMMARIVA PERNO Si concentrano nella giornata di domenica le occasioni di incontro in oratorio per i ragazzi di Sommariva Perno che possono usufruire degli spazi oratoriali due volte al mese durante il periodo scolastico. I locali si trovano nella piazza della chiesa e sono un prolungamento della canonica. L’oratorio è attivo da circa 20 anni e promuove, grazie alla presenza di bambini stranieri, una buona integrazione attraverso il gioco, la condivisione e la partecipazione alle attività proposte. «Essendo un oratorio parrocchiale», spiega la responsabile Chiara Cane, « vi partecipano bambini di religione cattolica di origine rumena che sono perfettamente integrati, tanto che 2 nostri animatori sono proprio rumeni». Fondamentale il ruolo degli assistenti: 12 ragazzi di età compresa fra i 14 e i 20 anni che gratuitamente offrono questo servizio alla comunità. Non c’è una figura professionale di riferimento per quanto riguarda la struttura, è solamente volontariato giovanile, precisa Chiara, che con impegno e costanza offre parte del suo tempo a favore dei più giovani.

«È un momento difficile», dice, «perché i ragazzi non si accontentano più. Bisogna modificare i metodi e gli strumenti per proporre la preghiera o il catechismo e far sì che i ragazzi siano coinvolti e non annoiati».

Fulvio Lovisolo

A Vezza ci si incontra venerdì sera

L’oratorio di Vezza è da sempre un centro educativo attivo su molti fronti. Estate ragazzi è forse l’iniziativa più seguita, occasione di interscambio con gruppi di paesi vicini, è coordinata da animatori che sono anche catechisti o educatori di Azione cattolica. L’oratorio è anche il luogo di incontro per il gruppo Giovani e giovanissimi. Ogni venerdì sera si discute di religione, politica, problemi adolescenziali e altro. «Partecipano sempre tra i 20 e i 30 ragazzi dalla prima superiore in poi. C’è un bel clima durante gli incontri, siamo amici e spesso usciamo insieme il sabato sera», racconta Ilaria Cerrato, una delle responsabili. Il gruppo promuove sovente iniziative di beneficenza – come la vendita di pasta fatta in casa o la raccolta di viveri per i bisognosi – ma anche momenti di festa, riflessione (come gli incontri con la sezione albese di Libera) e di preghiera.

Per il prossimo anno il progetto più grande è la continuazione del recital, che vorremmo portare in tournée nei paesi limitrofi», spiega Ilaria. Gli incontri di catechismo si svolgono la domenica dopo la Messa. I catechisti sono genitori e giovani, coadiuvati dai giovanissimi e coordinati dal responsabile catechista, che aiuta il parroco nel preparare le lezioni di ogni classe.

e.m.

«Spargere semi di speranza»

SOMMARIVA BOSCO Spazia a 360 gradi l’oratorio di Sommariva del Bosco che da settembre a giugno offre tutti i sabati pomeriggio spazi aperti a disposizione dei ragazzi e delle famiglie nei locali adiacenti alla parrocchia in via Boglione. Dal 2009 è anche disponibile un salone parrocchiale ristrutturato in piazza Roma. Presenti campi sportivi, giochi e spazi chiusi per le diverse attività mentre ogni due mesi sono organizzate delle feste a tema.

Cuore pulsante ne è l’associazione Oratorio piccoli grandi amici, nata nel 2004 in supporto al parroco don Piero Fissore, per la quale è referente Massimo Morello. Altri momenti importanti sono le tre settimane di Estate ragazzi, al termine delle scuole, e i campi estivi a Entracque e Crissolo.

«L’oratorio», racconta Morello, «è frequentato in modo particolare dai ragazzi delle medie, sono presenti ragazzi extracomunitari molto ben integrati con i loro compagni, mentre la partecipazione dei bambini delle elementari aumenta in occasione delle feste a tema e durante le iniziative estive. Quest’anno erano circa 140 i bambini presenti e 35 gli animatori, affiancati da un gruppo di 10 adulti tra mamme e nonni. I campi estivi ad Entracque, che si svolgono nel mese di luglio, da circa sette anni sono condotti dalla bravissima famiglia Uziard con l’aiuto di Luca. Grande attenzione è posta alla formazione educativa attraverso il catechismo che coinvolge i giovani ogni settimana». Massimo sottolinea: «In questi anni l’oratorio non vive momenti d’oro. Tutta la catechesi giovanile ha difficoltà a concretizzarsi nelle nostre parrocchie e i ragazzi, dopo l’esperienza della cresima, non partecipano alla vita della comunità cristiana. Cerchiamo di spargere semi di speranza, nonostante le poche forze disponibili ». Per questo sono da menzionare i pochi giovani che con sacrifici e assiduità continuano a impegnarsi nell’animazione e nell’educazione dei ragazzi di Sommariva del Bosco, in modo particolare Chiara, Elisabetta, Elena, Valeria, Andrea, Emanuel tra i più grandi e Roberta, Francesca, Nayara tra le più giovani. Indispensabile il ringraziamento ai diversi volontari e allemammeche collaborano alla riuscita di Estate ragazzi.

Fulvio Lovisolo

Sanfrè punta al “salto di qualità”

Tante idee, nuovi appuntamenti e iniziative al centro delle attività che Mario Milanesio e una quindicina di animatori promuovono nei locali dell’oratorio intitolato a don Armando Giovannini. Aperto tutti i giorni nei mesi di giugno e luglio offre un luogo di aggregazione per i giovani anche nel periodo scolastico. Catechismo, aiuto per i compiti, laboratori e attività sportive sono le attività proposte a chi raggiunge via Mezzana. Oltre a ospitare i ragazzi per le attività ricreative, vi si trova periodicamente un gruppo di mamme, che costruisce oggetti, utilizzando materiali di recupero e stoffe riciclate, la cui vendita serve a finanziare le attività. Risorse giovani e tanto entusiasmo sono, infatti, il segno della passione e dell’impegno che tanti volontari, i genitori e gli stessi ragazzi mettono per dare corpo e continuità alla struttura. Ci sono anche bambini stranieri e questo favorisce una certa socializzazione con le famiglie italiane che sono coinvolte anche in feste di compleanno e momenti di condivisione religiosa. Da qui parte la sfida più importante, quella educativa nella trasmissione della fede ai più giovani. «È il sogno di tutti gli oratori», conferma Milanesio, «ma dipende molto dai genitori. L’educazione, oratoriale o di formazione civile, deve svilupparsi in sintonia con la parrocchia, che spesso si limita all’ora di catechismo, insufficiente per “attirare” i ragazzi all’interno della struttura. Oggi più che mai è necessario il “salto di qualità”: aprire le porte a tutti e nello stesso tempo andare per le strade a farsi conoscere e incontrare i giovani».

fu.lo.