Don Lele, fedele e dolce servo della Chiesa

La semplicità ha contraddistinto la tua esistenza terrena

Carissimo Don, ci permettiamo di rivolgerci a te con la stessa semplicità che ha contraddistinto la tua esistenza terrena.

Abbiamo avuto l’onore di conoscerti circa due anni fa all’Ottolenghi e subito abbiamo capito che per la struttura eri una colonna portante.

Con la tua dipartita, così inaspettatamente rapida, abbiamo perso un amico sincero, una guida spirituale preziosa, una figura carismatica che, con dolcezza, disponibilità verso tutti, simpatia, pazienza, fratellanza, ha saputo subito conquistare stima e ammirazione.

A nome di tante persone che come noi hanno avuto la fortuna di incrociare il tuo cammino, ti diciamo grazie per tutto quello che hai donato e, come in un gioco di parole, il tuo cognome è più che mai adatto per esprimere il tuo altruismo che manifestavi “donandoti” agli altri senza chiedere nulla in cambio se non un sorriso, una parola amichevole, una stretta di mano.

Le tue Messe celebrate ogni giorno nel refettorio o in un ambiente della struttura accessibile da chi non poteva raggiungere la cappella, trasmettevano profondamente la Parola di Gesù molto più di quanto non avvenga durante solenni celebrazioni in imponenti, fredde cattedrali.

Don Raffaele carissimo, ti facevi piccolo con i piccoli, sofferente con i sofferenti, curvo sulle persone ammalate e sole, per infondere loro speranza e coraggio nella prova.

Ci mancherai Don: nel nostro cammino terreno sappiamo di aver perso un amico, ma ci conforta immaginarti a contemplare il volto di Dio, accolto fra le braccia della nostra mamma Celeste,circondato da tutti coloro che ci hanno preceduti nel passaggio alla vita eterna.

Addio, Don Raffaele, cioè “a Dio” perchè ora sei con Lui, ma arrivederci Don, perchè ci rivedremo un giorno per cantare insieme la gioia eterna.

Riposa in pace, Don.

I familiari di Lucia Lanzetti, ospite all’Ottolenghi

A Barolo hai insegnato tante cose

Carissimo don Raffaele, è con il cuore gonfio di dolore che indirizzo a te, questa lettera, certa anche di interpretare il pensiero della gente di Barolo, dove hai trascorso dieci anni come parroco.

Ci hai insegnato tante cose e soprattutto che l’amore vince l’odio e che ogni persona va rispettata e amata. Ricordiamo il tuo costante sorriso e l’essere vicino a chi è nel dolore. La tua umiltà e il tuo sorriso ci siano di esempio. Continua a proteggerci dal cielo, ove asciugata ogni lacrima, si vive nella gioia eterna.

Una tua ex parrocchiana, Barolo

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«Meritò  l’affettuoso soprannome di don Lele»

Ogni volta che muore un sacerdote, soprattutto quando è stato parroco, i ricordi e i rimpianti sono sempre molti. Nel caso di don Raffaele Donato, in particolare. Un’insegnante di Novello ricorda che frequentava la scuola media di Barolo e don Raffaele dava alle ragazze i locali della canonica per non farle stare al freddo nella mezz’ora prima dell’apertura della scuola e, quando non c’era il bus, le portava da Novello a Barolo sulla sua sgangherata “500”. Così si meritò dalle ragazze l’affettuoso soprannome di “don Lele”. Una mamma di Novello, alla quale era mancato il figlioletto, se lo vide arrivare davanti a casa e alla domanda «come mai il Parroco di Barolo, qui?», egli rispose: «Sono venuto a piangere un po’ con te!». Il suo servizio pastorale fatto in modo esemplare ha trovato con questa sua connotazione piena di cordialità, affetto, dialogo una sua originalità e impronta che a Barolo nessuno ha dimenticato anche se sono passati trent’anni dal suo trasferimento ad Alba.

Don Raffaele ci ricorda lo stile di San Francesco di Sales, che ebbe il potere e il grande merito di portare anche nella polemica con i protestanti una pacatezza, una cordialità, un’amorevolezza veramente esemplari. Si capisce come un uomo di tal finezza fosse anche un direttore spirituale ineguagliabile. I ricordi ora diventano suffragio e preghiera.

O Dio onnipotente ed eterno, conserva i tuoi sacerdoti a te vicini, affinché il nemico non prevalga contro di loro e non siano mai indegni della loro sublime vocazione. O Gesù, ti preghiamo per i tuoi sacerdoti. Ma soprattutto ti raccomandiamo i sacerdoti che ci sono più cari: il sacerdote che ci ha battezzato, quello che ci ha assolto dai peccati, i sacerdoti che ci hanno dato il tuo corpo e il tuo sangue nella santa Comunione; i sacerdoti che ci hanno insegnato e istruito, che ci hanno incoraggiato e consigliato; tutti i sacerdoti ai quali ci lega un debito di gratitudine. O Gesù, conservali nel tuo cuore insieme alla tua Santa Madre e dona loro abbondanti benedizioni nel tempo e nell’eternità. Consiglio pastorale, parrocchia di San Donato, Barolo

«Rimarrà nei nostri cuori per ricordarci il suo insegnamento»

Don Raffaele Donato, già parroco di Barolo, poi parroco in San Giovanni ad Alba, infine alla casa di riposo Ottolenghi. Anche lui, come don Valentino, un uomo di fede concreta, sempre allegro, all’avanguardia, aggiornatissimo sulle problematiche attuali, sempre pronto ad aiutare concretamente gli altri. Conosciutissimo, legato profondamente ai barolesi. Ritornava sempre volentieri tra noi. Lo ricordiamo e lo ricorderemo sempre, rimarrà nei nostri cuori per ricordarci il suo insegnamento, i suoi sermoni, mai noiosi e sempre attuali. Ciao, don Raffaele; proteggici dal cielo, come ci hai protetti e amato su questa terra e a presto rivederci. Una preghiera, tutte le sere, anche per lui.

Un gruppo di barolesi affezionati

 

«Grazie per il bene che hai voluto a tutti»

 Caro don Raffaele, ti chiamiamo così come sempre ti abbiamo chiamato al Cottolengo, perché è il modo migliore per sentirti vicino. Tante parole non sempre rendono cosa vuole esprimere il nostro cuore, a volte una sola parola racchiude un profondo significato che noi volontari vogliamo dirti: grazie. Grazie per il bene che hai voluto a tutti i ragazzi, le donne, le suore e le persone che operano nel Cottolengo. Grazie per la tua pazienza, la tua saggezza, i tuoi sorrisi e l’allegria. Grazie soprattutto per averci sempre sostenuto e aiutati nei momenti di sconforto, nelle difficoltà, indicandoci lo spirito cottolenghino, che prima di tutto ci sono i più piccoli, i più bisognosi, di mai mollare, andare avanti nel volontariato anche in questi momenti difficili. Don Raffa tu per noi sei stato un tramite della Provvidenza che si avvale di persone umane come diceva il nostro Santo. Le parole di Sant’Agostino ci consolano nel tuo ricordo: «Non si perdono mai coloro che amiamo, perché possiamo amarli in Colui che non si perde mai».

Il presidente e i volontari, Associazione volontariato cottolenghino

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