ALBA-ACQUI: tessere del passato

WORKSHOP Dai ruderi dell’acquedotto romano alle epigrafi, dalle anfore alle tombe, ai monili. Acqui Terme – latina fin dal nome, Aquae Statiellae, che i romani le attribuirono alla fondazione, nel territorio dei liguri statielli, attorno alle sorgenti termali, nel secondo secolo a.C. – conserva preziose testimonianze della sua storia più remota nel castello, oggi museo, dei Paleologi. E il passato della città della “Bollente” – la fontana in pieno centro da cui sgorga acqua sulfurea a 75 gradi – si arricchisce ora di un nuovo tassello, grazie a un prezioso mosaico di epoca romana (foto) ritrovato due anni or sono in via Mariscotti da Egea nel corso dei lavori per la posa del teleriscaldamento.

ACQUI E ALBA La storia di una città s’intreccia con quella dell’altra, dal comune periodo romano all’odierna collaborazione, a un futuro che parla di turismo e di cultura. E, per saldare le radici e volgere lo sguardo in avanti, si terrà ad Alba, sabato 20 ottobre, nella sede Egea di via Nino Bixio, il workshop Tessere del passato, durante il quale sarà presentato l’importante mosaico rinvenuto ad Acqui Terme, restaurato a cura della multiutility albese da Docilia di Torino. In quel contesto – sotto lo sguardo della Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte e del Museo delle antichità egizie di Torino – il passato, il presente e il futuro s’intrecceranno nel racconto della storia.

IL MOSAICO Dell’originario tappeto musivo di Acqui Terme e di parti del sottofondo in cocciopesto, danneggiati da lavori realizzati negli anni Settanta del secolo scorso, si conservano tre frammenti della pavimentazione. La decorazione riprende una tipologia di mosaici ampiamente nota, con bordo nero e fascia di spine orizzontali a colori contrastanti.

IL CONVEGNO La giornata di approfondimento del 20 ottobre, organizzata con il patrocinio delle città di Alba e Acqui Terme, descriverà, nella prima sessione – presieduta dalla soprintendente per i beni archeologici del Piemonte Egle Micheletto – a partire dalle 9, lo scavo archeologico e l’intervento di restauro del mosaico acquese. Interverranno Marica Venturino Gambari, archeologa, responsabile della tutela della provincia di Alessandria, Silvia Gatti, Margherita Roncaglio e Giuseppe Elegir dello Studio e Docilia. Nella seconda sessione del convegno, a partire dalle 10.30, presieduta da Maurizio Harari, docente di antichità italiane all’Università di Pavia, le vicende di Alba e Acqui s’intrecceranno attraverso i confronti legati ai ritrovamenti nelle due città. Interverranno Simona Contardi, Alberto Crosetto e Maria Cristina Preacco, archeologa responsabile della tutela per la provincia di Cuneo, oltre ad Alberto Bacchetta, conservatore del civico Museo archeologico di Acqui Terme. Si chiuderà con la presentazione del mosaico ritrovato, che resterà esposto in via Nino Bixio, presso la sede Egea, per alcuni mesi, in attesa di una collocazione idonea ad Acqui. La partecipazione al workshop è gratuita, ma l’adesione deve pervenire entro il 16 ottobre a comunicazione@egea.it oppure al numero telefonico 0173-44.11.55.

Maria Grazia Olivero

Radici che affondano

La collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte è per Egea più che ventennale, iniziata con i primi scavi per il teleriscaldamento ad Alba negli anni Ottanta. Che la nostra attività sia utile a riscoprire e valorizzare le radici storiche delle aree in cui viviamo e operiamo è per noi fonte di grande soddisfazione. Il recupero della radice romana di Alba – tra i numerosi rinvenimenti, già negli anni Novanta scoprimmo il mosaico di una casa nobiliare sotto la piazza del mercato – e di Acqui Terme è molto importante per lo sviluppo di future strategie turistiche comuni, oltre che sotto il profilo storico e archeologico.

Pier Paolo Carini, presidente del Consiglio di gestione di Egea spa