Campagno è il primo finalista

Il campione d’Italia Bruno Campagno difenderà lo scudetto che porta sulla maglia. Il detentore del titolo domenica ha sconfitto Corino a Cuneo per 11-9 qualificandosi per la finale. La partita è stata tra le più belle della stagione, con Corino che ha lottato fino all’ultima palla prima di arrendersi e un Campagno capace di stringere i denti nel finale per strappare una vittoria tanto sofferta quanto preziosa. Lo scorso anno Corino uscì di scena in semifinale dopo una prestazione sconcertante nello spareggio contro Vacchetto. Quest’anno, invece, ha alzato bandiera bianca come fanno i campioni veri, al termine di una grande partita.

Campagno ha vinto a zero il primo gioco, ma Corino ha subito fatto capire di voler vendere cara la pelle trovando un buon supporto da parte dei compagni, specie il terzino Vincenti, che alla fine sarà tra i migliori in campo. I locali (con il dt Raimondo in campo al posto dell’infortunato Rosso) si sono così portati a condurre per 3-1. Campagno, nonostante un Arnaudo un po’… spaesato, ma con Bolla e Rigo molto attenti a metà campo, si è portato sul 3-2 in un gioco che ha visto il cuneese Faccenda sfoderare un’intra in tuffo che si vede (forse) una volta all’anno sui campi di gioco. Il campione d’Italia ha poi conquistato il 3-3 ai vantaggi e si è portato a condurre per 5-3 conservando il vantaggio all’intervallo (6-4). Dopo il riposo Corino ha iniziato alla grande, mettendo alle corde dal ricaccio un Campagno piuttosto falloso. La squadra di casa ha conquistato tre giochi consecutivi, firmando il sorpasso (7-6) con un gioco a zero, ma quando sembrava più in difficoltà, la Canalese si è ricompattata, pareggiando con un altro gioco vinto ai vantaggi e tornando a condurre grazie a Rigo (7-8). È stato poi Vincenti di sinistro a firmare il pareggio dei locali (8-8), ma Campagno e soci sono tornati avanti (8-9). Con alcuni ricacci al volo d’annata (2007-2009, tanto per capirci…) Corino è rimasto in corsa (9-9), ma lo spunto finale ha premiato gli ospiti, che sono passati a condurre 10-9 con un gioco risolto ai vantaggi da Bolla e hanno chiuso sull’11-9 con Campagno, molto freddo sulle palle che contano.

Nell’altra semifinale Vacchetto e Danna hanno giocato al Mermet l’incontro di andata, vinto per 11-7 dal giovane battitore di casa. Inizialmente la partita sembrava l’ennesimo monologo casalingo di Vacchetto e soci, che hanno conquistato cinque giochi consecutivi senza permettere ai rivali di arrivare mai a 40. Danna dalla battuta provava a variare il gioco alternando colpi al muro e altri all’esterno, ma Vacchetto e Giampaolo non si facevano trovare impreparati, mentre i terzini Massucco e Unnia facevano buona guardia a metà campo. La squadra monregalese sbandava parecchio, specie con Rinaldi, mentre all’Albese riusciva tutto. Poi, però, i colpi di Vacchetto hanno perso efficacia e precisione, mentre Danna ha preso sempre più sicurezza, allungando la battuta e colpendo bene al ricaccio. E così, al riposo il tabellone segnava un inatteso 5-5, col pareggio siglato da Vero al terzo vantaggio. Nella ripresa Vacchetto è ripartito bene (7-5), con Danna che pareva pagare lo sforzo compiuto per rimontare (per lui anche un accenno di crampi), ma l’ex tricolore tornava in parità. Sul 7-7 Danna ha fallito un’occasione d’oro, perdendo un gioco in cui conduceva per 40-0. A chiuderlo con due intre è stato Giampaolo, sempre decisivo nei momenti cruciali. I locali si sono poi portati sul 10-7 in un gioco caratterizzato da una caccia rigiocata sul 30-40 perché non si capiva chi l’avesse vinta. Ci sono state emozioni anche nel gioco conclusivo, con i locali che hanno fallito il match ball su una caccia favorevole e poi sono stati costretti al time out per poter massaggiare Vacchetto, dolorante alla gamba destra. Ma al terzo vantaggio, un fallo di Danna al volo ha chiuso una gara più sofferta del previsto per la squadra di casa, che sabato dovrà fare molta attenzione nella partita di ritorno a Madonna del Pasco. Come ha dimostrato Corino domenica a Cuneo, la “vecchia guardia” non sembra disposta ad arrendersi tanto facilmente.

Corrado Olocco