Nei filari è l’ora del Barolo

VENDEMMIA Quando gli ho chiesto com’era la situazione, la risposta di Gianfranco Cordero è stata immediata: «Tutto bolle! », a significare il molto lavoro, ma anche le tante vasche in fermentazione in cantina. Chi poteva usare un’espressione così se non un enologo?

«Ma è un lavoro che dà soddisfazione », si corregge Cordero, uno degli enologi che presta il suo lavoro e la sua intelligenza tecnica in tante cantine qua e là per l’Italia e anche nell’albese. Con lui abbiamo parlato della vendemmia del nebbiolo da Barolo e abbiamo capito che è soddisfatto. Stavolta, il bicchiere è mezzo pieno, o forse di più.

Questa è la sua diagnosi. «L’estate è stata calda, anche asciutta, ma non paragoniamola al 2003 e nemmeno al 2007.Epoi, il nebbiolo è un interprete straordinario e lo sta dimostrando. Molto utili sono state le piogge di fine agosto: prima di allora i grappoli erano asciutti, quasi “anoressici”. Poi sono cresciuti e diventati pimpanti.Ele notti fresche degli ultimi tempi completano la trasformazione, contribuendo a mantenere ottimi livelli di acidità che favoriranno l’ampiezza aromatica e una bella durata dei vini nel tempo».

Ma il 2012 non è filato sempre liscio. Ci sono stati momenti critici, e non solo per caldo e siccità. L’abbiamo detto altre volte: rispetto ad altre zone, nell’albese, anche nella zona del Barolo, un po’ di pioggia è caduta durante l’estate. Purtroppo, qualche volta è venuta anche la grandine e ha complicato la situazione. Nella sfortuna, le grandinate sono avvenute abbastanza presto e così il tempo secco ha aiutato a lenire le ferite. Perciò, anche chi ha preso la grandine, alla fine farà una buona vendemmia, se non nella quantità almeno nella qualità.

Che non sia stato tutto facile ce lo conferma un altro enologo, Piero Ballario, anch’egli con tanti impegni qua e là per le colline del Barolo. Ballario è esplicito: «Oggi, sembra che tutto sia stato facile. Ma non è stato così. Come ogni anno, i viticoltori hanno dovuto applicarsi con impegno e capacità di interpretare gli eventi, anche in vendemmia, per nonrovinare nella fase finale unlavoro condotto per mesi. La grandine ha portato i suoi danni, ma ci sono state anche delle malattie come l’oidio a creare problemi».

Di solito, le nostre colline sono più soggette alla peronospora, che qui chiamiamo “la malattia” per sottolineare quanto sia temuta. Nel 2012 ha dato più grattacapi l’oidio e, forse perché meno frequente, è stato più subdolo. Ma torniamo ai nebbioli da Barolo. Che vini daranno? «È presto per dirlo. Possiamo fare delle ipotesi. Nei mosti ci sono ottimi equilibri tra acido tartarico e malico e ph tendenzialmente bassi. C’è un buon corredo polifenolico e questo può significare colori belli e stabili. I profumi: si preannunciano ampi e intensi. Le gradazioni alcoliche ci sono, ma senza i picchi degli anni passati, con buona promessa di un Barolo 2012 di grandi armonie».

A che punto è la vendemmia? Molte uve sono state staccate, ma ne restano parecchie sui filari.Non c’è fretta. La certezza di aver fatto le cose per bene e la capacità di organizzare la raccolta in modo sempre più efficiente consentono ai viticoltori di affrontare questa fase strategica con tranquillità. Quella del 2012 sarà una lunga vendemmia: iniziata nella prima decade di agosto con le uve da spumante metodo classico, finirà con gli ultimi nebbioli da Barolo tra il 15 e il 20 ottobre.

Una sottile tristezza ci prende: è la prima vendemmia senza Aldo Conterno, un maestro, un riferimento sicuro per molti di noi. Fare a meno dei suoi consigli e della sua saggezza ci fa sentire tutti un po’ più poveri.

Giancarlo Montaldo