PIEMONTE, i conti di palazzo

In dieci anni le spese delle Regioni per indennità, gettoni e rimborsi sarebbero aumentate in Italia del 98 per cento. Anche in Piemonte, presidente Cattaneo? Quanto spende la nostra Regione per queste voci?

«Guardi, il bilancio del Consiglio regionale del 2002 era di circa 48 milioni di euro, nel 2012 è pari a circa 66 milioni. Quindi l’aumento è stato del 37 per cento, un terzo di quello nazionale. Nel bilancio del Consiglio regionale la spesa per indennità, gettoni, rimborsi e vitalizi agli ex consiglieri attualmente ammonta a 22 milioni di euro (occorrono alcuni giorni per il dettaglio sull’excursus della spesa per indennità sugli ultimi dieci anni, ndr)».

Facciamo i conti in tasca a un consigliere regionale sabaudo (che si colloca nella fascia alta della classifica nazionale). A quanto ammonta l’indennità netta e quanto questa viene “rimpinguata” da rimborsi e benefit?

«Il consigliere regionale ha una indennità di carica mensile di 2.700 euro netti, a cui vanno aggiunte ulteriori indennità nel caso di incarichi come presidente del gruppo consiliare, presidente di commissione, indennità visibili sul sito del Consiglio regionale alla sezione “Trasparenza”, dove sono riportati anche i dati relativi ai rimborsi spese. Per un consigliere “semplice” residente a Torino il mensile netto si aggira sui 7.500 euro».

A chi spettano le cosiddette “auto blu”? Quante sono? E quanto costano?

«Le auto assegnate agli amministratori sono due, a cui si aggiungono due autovetture per i servizi dell’autocentro. A partire dal 2010 gli autisti sono diminuiti di due (da sei a quattro) e due vetture sono state dismesse per un risparmio nella legislatura di 878.000 euro».

Il finanziamento dei gruppi consiliari ha scatenato l’“affaire Lazio”. Le pare possibile che anche in Piemonte siano accaduti simili fatti?Come vengono gestiti questi fondi a Torino e a quanto ammontano?

«Nel bilancio del Consiglio regionale 2012 i fondi destinati ai gruppi consiliari ammontano a circa 7,3 milioni di euro, di cui il 70 per cento è per spese del personale e il restante per il funzionamento del gruppo. La spesa è gestita dai capigruppo, che presentano un rendiconto annuale allegato al bilancio del Consiglio regionale. Non ritengo siano avvenute delle distorsioni sull’utilizzo dei fondi assegnati,ma comunque è stato già disposto che dal 2012 i bilanci dei gruppi siano certificati».

Avete deciso tagli alla politica? Perché proprio in questo momento?

«Fin dall’inizio della legislatura il Consiglio regionale ha intrapreso azioni per risparmi strutturali attraverso interventi che comportano una riduzione del 12 per cento dell’indennità di carica, il dimezzamento dell’indennità di fine mandato e una disciplina diversa rispetto ai rimborsi spese, oltre ad altri interventi che comportano un risparmio di 16 milioni di euro. In questo ultimo mese è partita la fase due della spending review con l’abolizione delle dichiarazioni dei consiglieri regionali riguardanti i rimborsi spese e le indennità per le attività svolte sul territorio, l’abolizione dei viaggi in ambito europeo e la riduzione di quelli nazionali, oltre a un taglio del 20 per cento del bilancio dei gruppi consiliari. Inoltre, domani, 3 ottobre, il Consiglio regionale esaminerà la modifica alla legge statutaria che riduce il numero dei consiglieri da 60 a 50 e degli assessori da 14 a 11».

Famiglia Cristiana ha stigmatizzato lo scandalo del Lazio con un durissimo editoriale dal titolo “L’armata Brancaleone nel paese di Bengodi”: è ciò che pensano gli italiani – sempre più alle prese con tagli ai servizi, aumenti delle imposte e mancanza di lavoro – di una politica, che ha fallito su tutti i fronti. I piemontesi possono stare al sicuro?

«In questa particolare situazione ci sono le istituzioni e le autorità competenti. Attendiamo l’esito delle verifiche e nel frattempo facciamo anche noi la nostra parte per contribuire alla massima trasparenza. Infatti, sono stati pubblicati sul sito Internet del Consiglio regionale i dati relativi all’anno 2011 delle dichiarazioni dei consiglieri regionali riguardanti i rimborsi spese e le indennità per le attività svolte sul territorio. Successivamente, saranno resi noti i dati per la VIII legislatura e per la prima parte della IX. Quindi, si procederà alla pubblicazione in modo sistematico, con cadenza semestrale».

La Guardia di Finanza è già arrivata anche a palazzo Lascaris, però.

«Confermo che la Guardia di Finanza è stata questa mattina (l’intervista è di venerdì 28, ndr) a palazzo Lascaris con una ordinanza del magistrato e ha acquisito documenti relativi al finanziamento dei gruppi consiliari e allo status dei consiglieri presso tutte le loro sedi. Il Comandante mi ha detto che in questa fase si tratta di un’inchiesta conoscitiva».

Maria Grazia Olivero

VALERIO CATTANEO

Presidente del Consiglio regionale del Piemonte (Pdl), Cattaneo è nato il 13 settembre 1965 a Varese. Imprenditore nel settore turistico e giornalista pubblicista, è stato consigliere comunale di Verbania, assessore provinciale del Verbano Cusio Ossola, membro della Direzione regionale del Popolo della libertà. Nel 2010 è stato rieletto in Consiglio regionale con 10.468 voti e, nella seduta d’insediamento, è stato eletto presidente dell’Assemblea legislativa.

Cota: «Torino non è il Lazio»

«Il Piemonte come il Lazio? Non penso, perché il Piemonte ha abitudini e caratteristiche completamente diverse dal Lazio».

Così il governatore Roberto Cota in un dibattito alla festa della Lega nord Piemont con il presidente del Veneto Roberto Zaia e il vicepresidente della Lombardia Andrea Gibelli. Interpellato dal moderatore sulle indagini sui bilanci dei gruppi regionali, «ben vengano», ha detto Cota, «gli accertamenti fatti dalla Guardia di Finanza, ben venga ogni tipo di operazione chiarezza e trasparenza,mail Piemonte non è il Lazio. E fin dal primogiorno del mio insediamento ho messo in campo un’azione sistematica per la riduzione dei costi della politica».

Leggi anche: