Quando la sanità non basta

Il Ministro: «Stiamo cercando di sostenere il servizio in un momento difficile, mentre a tutti sono richiesti sacrifici»

L’INTERVISTA Al convegno del 13 ottobre organizzato dalle associazioni Amici di Daniela e Lisa (vedi articoli di questa pagina) era presente il ministro della salute Renato Balduzzi. Lo abbiamo incontrato per capire le intenzioni del Governo non solo riguardo alle problematiche della disabilità, ma rispetto all’intero contesto socioeconomico e sanitario. Il tempo che abbiamo per parlare con il Ministro è poco, gli impegni istituzionali lo costringono alla fretta, la criticità del momento alla cautela. Leggere tra le righe diventa il modo per decifrare l’evasiva terminologia politica.

Ministro, come vede la situazione della sanità? Quale il parametro che cambierebbe per migliorare?

«Stiamo cercando di sostenere il Sistema sanitario nazionale in un momento difficile: a tutti sono richiesti sacrifici. In questo contesto, il Piemonte sta offrendo un’importante collaborazione grazie al suo piano di riorganizzazione della spesa. Alivello nazionale esistono criticità importanti, come ad esempio la mancanza di sistemi di codifica e di strutturazione del comparto socioassistenziale (i cosiddetti Liveas, i Livelli essenziali delle prestazioni sociali, sono poco strutturati) rispetto al più ordinato sistema sanitario (i Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria risultano solidi e collaudati). La sanità e la socioassistenza sono governate da regole diverse, gestite da organi distinti. Dobbiamo realizzare una migliore interlocuzione, integrare i due universi. Soprattutto nel caso delle disabilità gravi, infatti, questi settori vengono a coincidere e non è tollerabile una confusione dei confini normativi, burocratici e funzionali. Lavoreremo in questo senso».

Ci saranno altri tagli alla sanità?

«Il sistema ha già subìto una serie di interventi a scopo di contenimento della spesa, senza alterare lo standard complessivo dei servizi. Il Consiglio dei ministri sta ora tentando di rendere applicative le decisioni».

Riuscirete a risollevare le sorti del Paese, Ministro?

«Sono tempi di difficoltà e il Governo è impegnato su più fronti. Prometto che torneremo sul discorso della Lockedin e dei familiari dei pazienti. Daqui a qualche settimana vedremo di progettare interventi di supporto. Per il resto non ho la bacchetta magica, nessuno ce l’ha. È solo “capendoci”, ovvero migliorando la comunicazione e la fiducia tra gli interlocutori, che potremo immaginare strade realizzabili».

Matteo Viberti