Noi crediamo come celebriamo

All’inaugurazione del nuovo Anno accademico dello Studio teologico interdiocesano (comunemente Sti) si respira non solo un momento di interdiocesanità su più livelli, ma anche l’aria ancora limpida del Concilio Vaticano II, di cui ricorrono i 50 anni, in occasione dei quali è stato aperto da poco l’Anno della fede nelle varie Diocesi.

40° di fondazione

Inoltre siamo nell’ambito dei 40 anni di fondazione dello Sti, voluto dai Vescovi quale luogo comune di formazione teologica di qualità per candidati al sacerdozio, religiosi e laici (a fianco nascerà in seguito il Seminario interdiocesano). Hanno partecipato i Vescovi di Alba, Cuneo-Fossano, Mondovì, Pinerolo e Saluzzo (presenti anche i vescovi emeriti, mons. Natalino Pescarolo e mons. Sebastiano Dho), parte del corpo docente, il Sindaco di Fossano e gli alunni provenienti dalle diverse realtà ecclesiali del territorio.

La giornata si è aperta con parole fatte preghiera, necessaria premessa di ogni discorso teologico: “Credo, amen”. Il Preside ha dato il benvenuto a tutti i presenti, rivolgendo un particolare ringraziamento a don Giovanni Ciravegna, docente di catechetica che dopo ben quarant’anni (ha visto nascere da vicino lo Sti!) si ritira dall’insegnamento.

Mons. Cavallotto, moderatore dell’incontro, ha poi ricordato la ricchezza ancora attualissima dello Studio interdiocesano ripercorrendo brevemente i motivi di fondazione e la storia.

Prospettive teologico-pastorali sull’Eucaristia

Padre Cesare Giraudo, gesuita delle nostre terre, missionario in Africa ed esperto mondiale di liturgia, ha tenuto poi la prolusione dal titolo “Anno della fede: noi crediamo come celebriamo. Prospettive teologicopastorali sull’Eucaristia a partire dalla Preghiera eucaristica”. Con l’aiuto dei Padri della Chiesa, senza dimenticare il riferimento all’ultimo Concilio e alla sua personale esperienza di missione, ha offerto una rapida panoramica sulla ricchezza della Preghiera eucaristica, uno dei due momenti centrali della celebrazione cristiana accanto all’ascolto della Parola.

Gli stimoli sono senza dubbio molti, da approfondire nel vissuto di ciascuno: la necessità di “analizzare” la liturgia immersi nella Chiesa (in riferimento cioè all’assemblea compresa nel momento della celebrazione dei sacramenti); l’assemblea (non solo chi è venuto fisicamente in chiesa a “prender Messa”) non come spettatrice a liturgie “pavloviane” ma come celebrante con il ministro ordinato (diventiamo dunque tutti con-celebranti, ciascuno in forza del grado di sacerdozio che gli è dato!); la profonda ricchezza dietro le parole e i gesti che non sono meccanica attuazione di rituale come formule magiche; il continuo rimando di questi gesti e parole alla vicenda d’amore di Gesù fino sulla croce e fino al sepolcro vuoto.

L’Eucaristia celebrata in seguito nella cappella del Seminario ha fornito l’immediata occasione per cominciare a coltivare gli spunti offerti in precedenza. Il consueto pranzo dei professori presso il refettorio del Seminario, presenti anche i 12 seminaristi, ha poi concluso la giornata. Per approfondimenti sul tema della prolusione è possibile consultare i l sito www.prexeucharistica.it gestito dallo stesso padre Giraudo.

Mattia Dutto