Solo 30 giorni per pagare la fattura

Il problema che lamentano la maggior parte delle aziende, comprese quelle di casa nostra, è la difficoltà nel recuperare i crediti. Se il ritardo nel pagamento delle fatture è sempre stato contemplato dai fornitori, negli ultimi anni la situazione è peggiorata sempre più. Se ci si mette anche la crisi, che sembra non mollare la presa, per le piccole aziende la situazione diventa insostenibile.

Il Governo di Mario Monti ha varato una norma, l’articolo 62 della legge 27, che stabilisce criteri rigidi di pagamento. «Tutto è nato per regolamentare il settore agroalimentare che non è stato capace di auto-imporsi delle regole efficaci», spiega Valerio D’Alessandro di Confindustria Cuneo.

D’Alessandro: «La norma prevede tre punti: l’obbligatorietà della formalizzazione scritta dei contratti per la compravendita dei prodotti, il divieto di pratiche commerciali sleali e la regolamentazione nei pagamenti, fissati a trenta giorni nei rapporti tra privati e a sessanta tra privato e pubblico. Decorsi i termini previsti dalla legge, e qualora non si fossero pagate le somme dovute, all’importo della fattura si dovranno aggiungere interessi – circa il 12 per cento – che scattano automaticamente». Ma non solo il mondo agroalimentare cerca di ovviare ai problemi di liquidità.

Alla fine di novembre un decreto legislativo adatterà il ciclo dei pagamenti alla normativa comunitaria anche agli altri settori dell’economia. Le modalità, i tempi e i termini con la quale verranno applicate le regole saranno le stesse adottate nell’alimentare, anche se al momento non tutti i comparti sono contemplati dal nuovo decreto legislativo. Dice Giacomo Tassone, avvocato di Confindustria: «Rimangono fuori gli appalti pubblici, ma l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) si sta adoperando per farli rientrare, dato che a livello comunitario non ci sono distinzioni nel sistema dei pagamenti tra pubblico e privato.

La norma è un passo in avanti decisivo, in una situazione nella quale il patto di stabilità in vigore per le amministrazioni da una parte e la mancanza di fondi dall’altra stanno rendendo difficoltosi i pagamenti alle aziende fornitrici d’opera. Ci auguriamo che la legge ponga fine a una situazione che vede le aziende fare sempre di più da banche per le pubbliche amministrazioni».

Cristian Borello

Due aziende su tre sono in perdita

«Èun passo importante per l’avvenire». Così Mauro Gola, presidente della piccola e media impresa di Confindustria Cuneo, sul nuovo decreto legislativo che regola i tempi di pagamento delle fatture, che entrerà in vigore a fine novembre (vedi l’altro articolo di questa pagina).

Presidente Gola, un decreto necessario?

«Sì, un passo importante, che imporrà regole in un campo diventato insidioso. Noi italiani siamo i peggiori pagatori: la nostra media è di sei mesi, peggiori persino di Grecia e Spagna. Si sarebbe potuto fare prima, senza aspettare la direttiva europea».

Gioverà alle aziende?

«Da un prospetto della Camera di commercio, due aziende su tre sono in perdita. Le piccole imprese faticano di più per la difficile accessibilità al credito e per la scarsa liquidità del settore. Chi inizia adesso ne gioverà sicuramente di più, a discapito di chi è sul mercato da più tempo e si trascina fardelli più pesanti».

La tempistica dei pagamenti varierà?

«Esattamente per il filone agroalimentare: dai trenta ai sessanta giorni. E, poi, altra novità è l’obbligatorietà dei contratti scritti».

Comprese le forniture agli appalti pubblici?

«Questo rimane un nodo cruciale. L’Amministrazione pubblica italiana deve, nel complesso, circa cento miliardi di euro alle imprese. I tempi di pagamento saranno sempre compresi in trenta giorni in media dal ricevimento della fattura, sessanta in casi eccezionali (ospedali o imprese pubbliche che forniscono assistenze sanitarie). Il timore riguarda le cifre pendenti precedenti al decreto, che potrebbero slittare in maniera vertiginosa a causa del Patto di stabilità e della scarsità di fondi. Entro fine anno avremo più chiara la situazione».

cr.bo.