Orientamenti per la catechesi

L’iniziativa, nuova nel suo genere, dei convegni catechistici tenutisi nei mesi scorsi nelle varie regioni d’Italia, che ha sostituito l’annuale convegno nazionale, è risultata complessivamente positiva, raccogliendo la vitalità della comunità catechistica italiana e la specificità propria di ogni territorio nel ripensare e proporre quanto deve stare maggiormente a cuore a ogni cristiano, specie a chi è impegnato nella formazione cristiana: l’annuncio del Vangelo e l’iniziazione alla fede delle nuove generazioni, con particolare attenzione alla catechesi degli adulti e della pastorale battesimale.

Dal “Documento base” ai nuovi “Orientamenti”

Tutti sanno cosa è stato per la Chiesa italiana la pubblicazione del Documento base sul rinnovamento della catechesi: è stato il primo e vero frutto del Concilio Vaticano II, definito da Paolo VI «il catechismo del nostro tempo ». Un intenso lavoro che ha coinvolto, nella sua stesura, l’intera comunità ecclesiale, con il deciso intento di rinnovare il campo catechistico nei testi, nei metodi, negli operatori, ma soprattutto con lo scopo preciso di formare una vera “mentalità di fede”. Pubblicato nel 1970, pur rimanendo valido nelle sue intuizioni di fondo, il Documento base ha bisogno di alcuni “aggiornamenti”.

Interpellato a questo riguardo, il Direttore dell’Ufficio catechistico nazionale ha precisato che «è intenzione della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi (Cedac) di redigere un testo di Orientamenti per la catechesi che, sempre a partire dal Documento base, possano suggerire alcuni criteri comuni di rinnovamento. L’Ufficio si è proposto, anche sull’onda della felice esperienza dei convegni regionali, di indire una consultazione nelle regioni, tramite una griglia di argomenti, discussa in consulta e approvata dai Vescovi. L’idea è quella di ripetere quanto fu fatto a suo tempo per il Documento base. Ovviamente oggi i mezzi di comunicazione più celeri, e la stessa riflessione svolta nei convegni regionali, abbreviano di molto i tempi». Tale consultazione dovrebbe concludersi entro il gennaio del 2013, per poter poi avviare la fase di stesura.

Insieme con la famiglia

Intanto si sta già lavorando alla preparazione del prossimo convegno nazionale (19-23 giugno 2013), che sarà caratterizzato da una rilevante novità: si tratterà di un convegno fatto in collaborazione con l’Ufficio per la pastorale familiare, per riflettere insieme sulla pastorale delle prime età: attesa del figlio, nascita o adozione, Battesimo, accompagnamento e crescita. Si tratta di un impegno fortemente sentito e di un’urgenza emersa ai convegni regionali, dove si sono registrati molteplici tentativi ed esperienze in atto. Nella convinzione che il futuro della catechesi si gioca sui binari della pastorale integrata e delle alleanze educative, don Guido Benzi (foto), direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, ha affermato che «l’obiettivo è quello di arrivare a pensare che l’animatore della catechesi non è il catechista o il parroco,ma tutta la comunità cristiana: la comunicazione con le famiglie è prima di tutto un clima in cui il bambino viene inserito. Tutto ciò implica il superamento di una pastorale sacramentale a favore di uno stile di comunità che si senta responsabile, con la sua vita, della fede dei suoi figli. Nasce da qui l’importanza del mondo adulto, da curare sia nell’impegno alla formazione permanente, sia tramite la catechesi degli adulti».

Giovanni Ciravegna