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Anche gli uffici dell’Arpa rischiano di lasciare Bra

UFFICI PUBBLICI Nella guerra contro la chiusura di uffici pubblici nel territorio braidese, si apre ora un altro fronte.

Dopo la notizia della soppressione della sede dell’Agenzia delle entrate a partire dal prossimo aprile, adesso il Comune si trova a dover fronteggiare la paventata chiusura degli uffici dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (l’Arpa).

«Sempre nell’ottica della riduzione dei costi», spiega il sindaco di Bra Bruna Sibille, «ci è stato spiegato che l’Arpa regionale intende ridurre al minimo le sedi distaccate, e gli uffici braidesi sarebbero quindi destinati a essere chiusi, in quanto si trovano in locali presi in affitto da privati, e il personale trasferito a Cuneo». L’Arpa da diversi anni ha sede in via Vittorio Veneto nello stesso palazzo che ospita il Centro per l’impiego.

«Ci stiamo però attivando per evitare la soppressione dell’ufficio», sottolinea il primo cittadino. «Si tratta di un servizio pubblico di controllo di estrema importanza per una città come Bra, che per le sue caratteristiche industriali e territoriali si presenta delicata dal punto di vista ambientale ».

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Piemonte è un ente pubblico dotato di autonomia amministrativa, tecnico-giuridica, patrimoniale e contabile. È posta sotto la vigilanza del Presidente della Giunta regionale per garantire l’attuazione degli indirizzi programmatici della Regione Piemonte nel campo della previsione, prevenzione e tutela ambientale.

Del problema si è discusso in Giunta. Per il Comune l’alternativa è tra farsi carico dei costi di affitto dei locali necessari al funzionamento degli uffici o trovare una sistemazione in un immobile di proprietà municipale, magari nell’ambito del futuro nuovo assetto degli uffici presenti nel palazzo comunale, da dove nel prossimo futuro dovrebbero trasferirsi la Ripartizione socioassistenziale, destinata a occupare il ristrutturato edificio delle ex carceri, tra palazzo Mathis e l’ex Pretura.

Diego Lanzardo