Il 2009, un Barolo potente

ANALISI All’insegna della potenza e della pienezza si presenta il Barolo 2009, in commercio quest’anno. L’annata è stata di quelle che si ricordano, con un inverno molto freddo e prodigo di neve, che si è protratto a lungo facendo attendere la ripresa vegetativa. Più promettente la primavera, almeno nelle prime settimane; poi, tutto aprile ha riservato molta pioggia. Il mese di maggio è stato tra i più caldi in assoluto, favorendo un andamento regolare di fioritura e allegagione. All’insegna dell’alternanza si sono sviluppati i mesi di giugno, luglio e la prima parte di agosto. Poi, dal 7 agosto, è iniziato un periodo di caldo estremo, durato fino al 23. Un settembre di bel tempo, secco e caldo, ha guidato le ultime fasi della maturazione.

La vendemmia è iniziata alla fine del mese e si è protratta per i primi 15-20 giorni di ottobre, senza fretta, perché le grandi annate vanno accompagnate fin dall’inizio. I Barolo 2009 sono vini importanti, ispirati soprattutto al carattere della pienezza, che al profumo si manifesterà con l’ampiezza e la forza aromatica e al sapore con la struttura e la lunga persistenza.

Nel caso di quest’annata, i parallelismi si sprecano: chi dice il 1971, chi il 1982, chi il 1989. Noi preferiamo pensare che il 2009 sarà… il 2009, un’annata grande, senza bisogno di cercare conferme in altri tempi. Nel 2009, la superficie vitata a nebbiolo da Barolo è ancora cresciuta toccando quota 1.826,92 ettari e la produzione è stata di 11.759.783 bottiglie.

È invece l’eleganza il carattere dominante del Barbaresco 2010, accompagnato da ottima struttura e propensione alla longevità, anche se dal punto di vista climatico l’annata è stata più complicata. I risultati migliori sono venuti laddove i viticoltori hanno messo a frutto la loro abilità e passione.

Poca è stata la neve nell’inverno 2009-2010, ma il freddo e il gelo hanno dominato un periodo piuttosto lungo, da dicembre a marzo. Anche la primavera non ha riservato una situazione favorevole: solo il periodo tra metà maggio e inizio giugno ha portato un po’ di caldo, in corrispondenza con fioritura e allegagione, giunte in ritardo sulla media, ma che si sono svolte con regolarità pur con andamento scalare. Per il resto, freddo e pioggia hanno preso il sopravvento: addirittura, l’ultima settimana di giugno ha portato le maggiori precipitazioni. Luglio è stato in genere caldo. In certe settimane anche afoso, ma un agosto dal clima alterno, con piogge abbondanti a metà mese, ha di nuovo rallentato la maturazione. Settembre è stato buono, con un caldo giornaliero ancora in stile estivo nella prima quindicina e notti fredde, che hanno favorito la maturazione del Nebbiolo. L’annata 2010 è stata in genere tardiva, con la raccolta dei nebbiolo da Barbaresco a inizio ottobre. I Barbaresco 2010 sono vini di grandi armonie, con profumi complessi e di sicura soddisfazione e sapori che accompagnano la pienezza della struttura con lo stile dell’eleganza.

Nel 2010, il potenziale vitato del Barbaresco ha ribadito la stabilità raggiunta: 685,73 ettari, da cui sono state prodotte 4.246.139 bottiglie.

Giancarlo Montaldo