In mensa, bio pure le posate

GOVONE Siamo quello che mangiamo. Questo assioma sintetizza l’attenzione che il Comune pone nei confronti della mensa scolastica. A farsi carico di tanta cura è la “commissione mensa scolastica”, istituita ad aprile, formata nel nuovo anno scolastico e riunitasi per la prima volta il 10 gennaio. Ne fanno parte il sindaco e l’assessore all’istruzione in carica, Giampiero Novara ed Elio Sorba, e un responsabile della ditta appaltatrice (la Marangoni fino a giugno, mese in cui scadrà il contratto), che però non ha diritto di voto. Per la scuola dell’infanzia ci sono due rappresentanti dei genitori, Michela Stocco ed Elisabetta Vidali, e l’insegnante Luciana Ceca; per la scuola primaria i genitori Martina Bussolino e Stefania Rovelli, con l’insegnante Clelia Danusso; per la media Serena Barisone e Claudia Cuniberto, con la professoressa Donata Brusco. I membri scelgono i menù, valutano la qualità del cibo e propongono percorsi didattici di educazione alimentare. La novità di quest’anno è che i primi piatti vengono preparati sul posto, nei locali adiacenti alla mensa. «Siamo riusciti a soddisfare i piccoli utenti», commenta Sorba, «che gradiscono molto la pasta e spesso ne richiedono il bis». Durante l’anno sono circa 17 mila i pasti consumati, ogni pranzo costa 4 euro per i bambini della scuola dell’infanzia, 4,15 per la primaria e 4,50 per la secondaria. «Per venire incontro alle numerose spese che le famiglie devono sostenere, abbiamo deliberato di scontare di un euro il pasto per il secondo figlio e di un ulteriore euro per il terzo figlio», continua l’Assessore. « I costi che deve sostenere il Comune sono, dunque, più alti (circa 9 mila euro in più), ma crediamo sia uno di quei servizi che i Comuni dovrebbero dare». Il menù è suggerito dall’Ufficio dietistico dell’Asl Cn2, con qualche aggiustamento approvato dall’Asl. La mensa govonese utilizza anche quest’anno bicchieri, piatti e posate biodegradabili di mais. È una scelta che l’Amministrazione ha deciso di attuare, oltre che per salvaguardare l’ambiente, anche per dare un insegnamento pratico ai ragazzi. Da quest’anno, inoltre, l’acqua non viene più fornita in bottiglie di plastica. È stato messo a scuola un impianto di filtraggio, analogo a quelli delle case private.

Roberta Bertero