Inizia il carnevale con la Famija albèisa

La musica e le danze in piazza Duomo danno l’inizio del Carlevè d’la Famija albèisa, tradizionale cerimonia che tutti gli anni prevede il saluto alla città e al suo sindaco. In particolare quest’anno Ciuciabarlet, accompagnato dall’inseparabile Lasagnun, si prende ironicamente gioco del Sindaco Marello senza nascondere sotto le sue parole delle velate “richieste” dal sapore urbanistico, che vanno dai complimenti per i nuovi marciapiedi a piccole critiche relative alla gestione della discarica albese e alla presenza di vari cantieri, dal traffico alla differenziata.

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Il Sindaco resta al gioco ma ci tiene a fornire una risposta chiara per ogni punto. «Ciuciabarlet è un acuto osservatore della città» spiega Marello «e lo ringrazio per aver riportato queste istanze da parte dei cittadini». Il Sindaco parte dai lavori pubblici dicendo che «il Governo ci ha permesso di usare fondi bloccati durante l’anno dal patto di stabilità, per questo abbiamo dovuto iniziare varie opere», per arrivare a ringraziare pubblicamente Alba per il livello raggiunto di raccolta differenziata «perché è grazie agli albesi se abbiamo raggiunto il 60%». E a questo proposito non poteva mancare un commento sulla discarica: «purtroppo i Carabinieri hanno compiuto giusto questa settimana una nuova retata. Ma in futuro inizieranno i lavori per l’allargamento del camposanto e relativa realizzazione di una nuova isola ecologica, più moderna ed efficiente». Marello conclude con le noti dolenti: «Il Governo sta chiedendo troppo ai suoi cittadini: con l’Imu siamo passati da 6 milioni di euro di riscossione a 11 milioni. Ma di questa cifra il 50% siamo obbligati a trasferirla allo Stato perciò per noi come Comune non è cambiato nulla se non ritrovarci di fronte al giustificato malcontento dei cittadini. E ora la Tarsu, la nuova tassa dei rifiuti, che richiederà maggiori sforzi economici ad aziende e famiglie numerose».

Maurizio Bongioanni