Una boccata d’ossigeno per le casse dell’Aghav

SOCIO-ASSISTENZA Una boccata d’ossigeno per i l Centro diurno dell’Aghav di via Molineri. È quella che è arrivata dall’ex consorzio Intesa, che nella mattinata di ieri (lunedì) ha inviato un bonifico abbastanza consistente, tale da permettere all’amministrazione – utilizzando anche il prestito della fondazione – il pagamento degli stipendi e delle tredicesime al personale. Cautamente soddisfatto il commento del presidente Pasquale Bonino, che dice: «Se non avessimo ricevuto denaro ero determinato a sospendere il servizio agli utenti a partire dal 15 gennaio. Con questo primo anticipo (anche se i soldi che ci devono arrivare, a saldo delle nostre fatture, sono ancora molti) possiamo tirare avanti ancora un mese. Mase la situazione rimarrà tale, la mia decisione si sposta solo a metà febbraio». Il Centro diurno di via Molineri è utilizzato da 20 famiglie braidesi che hanno un figlio disabile. Continua Bonino: «La data del 15 gennaio era per noi molto significativa perché è in questo giorno che vengono erogati gli stipendi ai dipendenti. I miei uffici amministrativi hanno adesso la possibilità di pagare il mensile di dicembre ai collaboratori e anche la tredicesima che avevamo, di comune accordo, deciso di spostare a questo momento. E, pur ringraziando la fondazione Aghav onlus (disposta a farci un prestito di 50 mila euro) e l’ex Intesa, aggiungo che non è certo pensabile proseguire la nostra attività se Asl e Intesa non onorano completamente i loro debiti». Aggiunge Marina Palladino, segretaria amministrativa del centro: «Se, come succedeva in passato quando, pur a fronte di ritardi (anche di due mesi), non c’era interruzione del flusso di pagamenti, la struttura potrebbe continuare a lavorare. Ma se non sarà così, saremo veramente costretti a chiudere i battenti. Almeno temporaneamente». Commentando il recente incontro con le famiglie, il sindaco braidese Bruna Sibille scrive: «In un momento così difficile per le finanze pubbliche e, pur comprendendo le difficoltà dell’associazione, occorre ritrovare compattezza. Non esistono discriminazioni tra i Centri diurni di Bra e Narzole. Quest’ultimo è gestito da personale comunale comandato presso l’Asl, il primo invece dall’associazione Aghav. Per quanto concerne i pagamenti, per il Centro di Narzole, i Comuni si sono fatti carico del diretto pagamento del proprio personale, così come risulta stia facendo l’Aghav, associazione verso la quale non mi risulta vi siano fatture non saldate da parte della nostra Amministrazione».

Valter Manzone

 

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