La Conferenza dei servizi si pronuncia su Inproma

CERESOLE. La Conferenza dei servizi, oggi, giovedì 28 febbraio, valuterà per la terza volta il progetto dell’azienda Inproma per la modifica sostanziale dell’impianto e un aumento del grasso da bruciare in caldaia per la produzione di energia termica ed elettrica.

A oggi, la ditta è autorizzata a bruciare sino a un massimo di 900 kg/ora di grasso, prodotto dalla lavorazione della materia prima, mentre l’incremento richiesto varierebbe dai 1.200 kg/h come media annua fino ai 1.530 kg di grasso all’ora nella stagione invernale.

«Non si capisce da dove proverrà tutto questo grasso», si chiede Margherita Demichelis della minoranza consiliare, «senza un aumento della materia prima, peraltro richiesto in un primo momento dalla ditta che, poi, ha riformulato la proposta».  La proposta iniziale dell’azienda richiedeva, infatti, un aumento degli scarti animali da lavorare, passando dalle attuali 60.000 a oltre 80.000 tonnellate all’anno.

«Forse le maggiori quantità di grasso da bruciare derivano da un sistema di spremitura più efficace», ipotizza il vicesindaco Franco Olocco, «ma domanderemo chiarimenti su questo punto in conferenza, oltre a richiedere controlli trimestrali e un sistema di monitoraggio delle emissioni funzionale, i cui dati potranno essere consultati dai computer del Comune».

Ancora una volta, la sezione braidese di Legambiente ha testimoniato la propria presenza e, lunedì 18 febbraio, nella sala conferenze comunale, ha organizzato un incontro pubblico sul tema per informare la popolazione della proposta avanzata dalla ditta e dei possibili orientamenti futuri.  «Anche se questa conferenza è conclusiva, non lo sarà per noi», spiega la presidente della Legambiente braidese Nadia Virtuoso. «Coinvolgeremo anche l’Assessorato regionale in un ampio dibattito volto a definire perché il territorio piemontese intenda continuare a gestire codesti materiali, concedendo a Inproma una sorta di monopolio del trattamento».

Alannah Doglio