Sarà l’anno del rimbalzo

«In un anno difficile per l’economia nazionale e locale Banca d’Alba prosegue e rafforza la sua funzione al servizio dei soci e del territorio». È il primo punto nell’agenda di Felice Cerruti. Mette insieme, il Presidente dell’istituto di credito cooperativo – una compagine da 43.250 soci, 6 mila dei quali under 30 – l’affanno della congiuntura economica negativa e la tensione a superarlo, il 2012 alle spalle e il 2013 che si apre, in mezzo la vita, il cammino di persone, famiglie, aziende, soci e clienti (120.000, serviti da 68 filiali). Il fiato corto dell’anno passato si legge nelle 300 richieste di moratoria dei finanziamenti – «un record, segnale che certifica la crisi ad Alba», come spiega il Presidente – e nel sostegno alle 9.858 richieste di finanziamento, ai 4.297 nuovi mutui e ai 740 nuovi finanziamenti per la casa. La speranza è anche in quel miliardo e 300 milioni di euro, che dà la misura dei flussi commerciali esteri intermediati da via Cavour. «Il vino esportato nel mondo passa da Banca d’Alba», sorride il top manager del secondo istituto italiano di credito cooperativo, indicando il grappolo nel logo di Banca d’Alba.

Che cosa dobbiamo aspettarci dal 2013, Presidente? «Proseguirà la nostra azione a sostegno dell’economia locale. Sono previste nuove iniziative creditizie a favore di privati e aziende, con un plafond di finanziamenti a favore dei soci sia per le necessità personali che imprenditoriali. Non staremo fermi. Inoltre, vogliamo trasferire la capacità imprenditoriale albese anche nel canavese e nel Verbano, aree con maggiori difficoltà, per rafforzare lo spirito del credito cooperativo».

Banca d’Alba è forte? «Vantiamo il buon risultato economico del 2012. Le sofferenze sono aumentate anche per noi, ma siamo tranquilli: abbiamo accantonato in modo congruo. Non sono tempi da grandi utili, piuttosto occorre ridare fiducia alle piccole e medie imprese ed è quanto continueremo a fare anche quest’anno, forti dei risultati raggiunti».

Quando potremo intravedere un nuovo passo per l’economia? «Non subito, ma verso fine anno si percepirà il cambiamento. Toccato il fondo, attendiamo il rimbalzo. Ci sono dati che inducono a pensare a un’inversione di tendenza. Ora tocca a noi: dobbiamo riprendere in mano l’entusiasmo, mettere coraggio, scommettere sul futuro».

Come sta Alba? «Abbiamo combattuto. In questo momento percepiamo l’onda lunga della congiuntura economica globale, ma siamo forti, duttili, ripartiremo prima degli altri».

Ritiene che la politica abbia colpe nel mancato superamento della crisi? «La crisi economica deriva da cause molteplici, a cominciare dalla carenza di incassi e dalla scarsa innovazione. Ma un fattore importante per superarla è la fiducia. E gli scandali di questo momento incidono sulla voglia di combattere del Paese».

La politica l’ha delusa? «Non entro nel merito dei giudizi. Ma occorre un colpo di reni, bisogna essere più vicini alla gente, rendere conto di quanto si è fatto, mettere seriamente in atto la democrazia. ABanca d’Alba non permettiamo che nomine, assunzioni, scelte siano dettate dai ritmi della politica. Riconosciamo le istituzioni, ma rispondiamo ai nostri soci, dunque cerchiamo il merito. Per statuto chi è impegnato in politica sta fuori dal credito cooperativo».

Maria Grazia Olivero

3 DOMANDE Questo è il tempo del coraggio

Al direttore generale di Banca d’Alba Riccardo Corino.

1 In un contesto economico che cede alla crisi, come vanno i conti di Banca d’Alba? «Banca d’Alba ha proseguito la sua funzione. Gli impieghi sono prossimi ai 3 miliardi di euro, con una crescita del 7 per cento, ben oltre la media nazionale. La raccolta diretta ha superato i 3,1 miliardi con un incremento del 14 per cento. I volumi complessivi sono cresciuti a 7,6 miliardi, con unsignificativo incremento del 10 per cento. Il risultato economico dell’esercizio si attesta a oltre 9 milioni di euro, in linea con l’anno precedente. Unrisultato positivo, determinato dall’incremento dei volumi e da un forte contenimento dei costi»

2 In che modo la banca aiuta l’impresa e le famiglie? «Applicando il modello di banca cooperativa e locale: non abbiamo fatto mancare il credito alle famiglie e alle aziende. Lo dimostrano i numeri del 2012: 4.297 mutui erogati, 740 mutui prima casa stipulati, oltre 300 moratorie. La fiducia è stata ripagata: diecimila nuovi clienti nel 2012, centoventimila in totale, serviti dalle nostre 68 filiali presenti in sette province piemontesi e liguri».

3 La ricetta può essere utilmente applicata al Paese per andare oltre la congiuntura economica? «La ricetta coniuga prudenza e coraggio. La prudenza è un obbligo nei confronti dei risparmiatori, che trovano in Banca d’Alba un riferimento solido per la gestione dei propri risparmi. Il coraggio è l’elemento in più che ci spinge a sostenere l’economia del territorio, anche se coscienti del particolare momento. È una ricetta utile per attenuare gli effetti della crisi e altrettanto positiva per sostenere con fiducia il rilancio delle attività del territorio».

m.g.o.