SOS CONSORZIO Sindaci, pagate in anticipo

COLLOQUIO È momento di tensione per la socio-assistenza. Gazzetta negli scorsi numeri ha raccontato le vicissitudini delle cooperative sociali, delle Asl, dei consorzi, delle associazioni e anche la storia degli operatori che potrebbero nei prossimi mesi rimanere senza stipendio. Il destino delle fasce deboli della società (anziani, disabili, pazienti psichiatrici, famiglie indigenti) che rimarrebbero – nel caso in cui lo Stato non sbloccasse i finanziamenti per il settore – privi di supporto assistenziale. A fine gennaio il consorzio socio-assistenziale Alba, Langhe e Roero si è riunito in assemblea ad Alba per trovare un piano d’azione. Per capire abbiamo incontrato il presidente dell’ente Roberto Giachino.

Il Consorzio socio-asssitenziale naviga in brutte acque. Qual è la situazione attuale, Presidente?

«Il bilancio preventivo per il 2013 si attesta al di sotto dei sei milioni di euro. Fino a pochi anni fa l’esercizio superava i nove milioni. Si tratta di circa un terzo in più rispetto a oggi. La situazione, in altre parole, è drammatica. Saremo costretti a ridimensionare l’intera gamma dei servizi».

Quale la vostra contromossa? Che cos’è emerso dall’assemblea della scorsa settimana?

«È stata approvata una deliberazione che chiede ai Comuni un anticipo del 90 per cento delle rispettive quote di finanziamento al Consorzio. Chiediamo ai sindaci che il versamento venga effettuato entro il 31 marzo 2013 invece che, come da tradizione, entro il 31 ottobre».

Una boccata d’ossigeno per le casse del Consorzio altrimenti asciutte.

«Ormai le amministrazioni comunali compensano l’assenza dello Stato. Lo scorso anno il Comune di Alba ha erogato circa un milione di euro al Consorzio, cifra che raggiunge il milione e 300 mila euro, se consideriamo le risorse destinate a settori specifici come il doposcuola o l’emergenza abitativa. In pratica, il finanziamento dell’Amministrazione albese ha superato quello che la Regione destina ogni anno al cosiddetto fondo indistinto, ovvero quella parte di bilancio che possiamo gestire a seconda delle esigenze».

C’è speranza per il futuro?

«È presto per dirlo. Le cose si stanno mettendo male. Il 2 febbraio abbiamo partecipato alla manifestazione di protesta a Cuneo. L’intero comparto socio-assistenziale si è riunito per gridare il disappunto verso i vertici regionali, verso una situazione finanziaria intollerabile che rischia di polverizzare anni di sacrifici e progetti. Staremo a vedere».

m.v.