Un paio di occhiali per Ron

La storia di Ron rimbomba nelle orecchie di Alba, suscitando sentimenti diversi, opposti, potenti. Ron è il “ragazzo” marocchino di cinquant’anni, ventitré vissuti ad Alba, come lo ha descritto Gazzetta due settimane or sono, quando ha raccontato la sua storia di lavoratore, poi malato, “randagio” sul tetto del tribunale, infine aiutato da don Luigi Alessandria della Caritas di via Pola. Ron ha bisogno di un paio di occhiali, avevamo scritto. Tutto il giorno gironzola per la città al freddo senza quasi vedere dove mette i piedi. La solidarietà si è avvertita, stimolata dal racconto. C’è chi ha risposto all’annuncio: due giorni dopo l’uscita del giornale, un donatore che vuol restare anonimo ha consegnato 250 euro – l’esatto costo delle lenti multifocali – in redazione. Abbiamo chiamato Ron, insieme raggiunto l’ottico e scelto la montatura. Un caffè veloce, la promessa di un nuovo incontro. L’uomo è felice, non chiede niente, non esige, non reclama. Come fosse rassegnato al dolore. Prende quel che arriva, siamo noi a proporre, sollecitare. Ron ringrazia, senza utilizzare la sua posizione di debolezza in maniera strumentale, per suscitare pietà o commiserazione. Si affida a una “forza”, che oggi sembra premiarlo. Un altro anonimo albese ci ha contattato via mail per «contribuire alla salute di Ron». Altri due lettori hanno espresso la medesima intenzione. L’inchiostro e la carta stampata funzionano da denuncia, sviscerano emozioni e gesti verso un uomo altrimenti spacciato. Ora c’è bisogno di un lavoro. «Non ho trovato nulla, la mia condizione fisica rappresenta un handicap. Potrei fare pulizie, piccoli lavoretti, impieghi per cui il pieno utilizzo delle gambe e di entrambe le mani non è obbligato », spiega l’uomo. Aspettiamo che gli occhiali siano pronti. Intanto, confidiamo nella solidarietà, in un soccorso della società verso una parte di se stessa che sta per cadere. Adottiamo Ron in via simbolica, perché come lui ce ne sono decine in città e, da qualche parte, si deve pur iniziare.

Matteo Viberti