APRO. Scacco in tre mosse

IL CASO Per anni pressata dalle inchieste giudiziarie, dal peso dei debiti e dalla conflittualità interna, Apro completa la rinascita. La scuola di formazione professionale di via Castelgherlone mette a segno un triplice scacco. Ha spiegato il presidente del Consiglio di amministrazione Olindo Cervella: «Apro servizi – società che gestisce il patrimonio immobiliare di Apro formazione – ha chiuso il bilancio 2012 con un utile di circa centomila euro. Un risultato storico considerando i disastrosi esercizi degli ultimi anni».

Il traguardo è stato raggiunto grazie a una sistematica razionalizzazione della spesa: riduzione dei dipendenti da sette a uno, soppressione del servizio mensa per esterni, azzeramento dei compensi agli amministratori.

Prosegue Cervella: «La seconda notizia riguarda il bilancio consuntivo di Apro formazione, la scuola. I conti verranno approvati entro il 31 agosto, ma stando alle proiezioni possiamo anticipare che l’utile netto raggiungerà i centomila euro». Una rinascita, dunque, anche se è presto per cantare vittoria. La situazione debitoria è grave, gli interessi passivi da pagare alle banche ingigantiscono. Cervella: «Il debito di Apro ammonta a circa 3 milioni di euro. Stiamo tentando di rinegoziare i mutui con gli istituti di credito. Speriamo di riparare in tempi accettabili ai danni creati dalle amministrazioni passate».

Il terzo motivo di fiducia riguarda la disputa con Barolo, che aveva contestato ad Apro la decisione di dismettere le strutture alberghiere (che ospitavano il corso di alta cucina) dal castello. A sua volta, Apro aveva reclamato il risarcimento, da parte di Barolo, degli investimenti effettuati. Secondo insistenti voci di corridoio, i “duellanti” avrebbero concordato – per ora in via informale – il raggiungimento della pace giudiziaria. Mettendo un punto conclusivo a una vicenda rancorosa e disabilitante, senza torti né apparenti ragioni.

Matteo Viberti