Il direttore risponde (2 aprile)

Una rivista per riscoprire la nostra fede e viverla nella gioia

Cari amici lettori, da più di un anno mi sono trasferito da Alba a Milano per assumere la condirezione di Famiglia Cristiana. Ma ho continuato a seguire Gazzetta come direttore responsabile, grazie alle nuove tecnologie che mi permettono di lavorare a distanza. E soprattutto grazie al condirettore Maria Grazia Olivero e a tutto lo staff da lei coordinato. Da più di un anno sto anche lavorando a un nuovo progetto editoriale, che vede la luce proprio questa settimana. È una nuova rivista, il cui titolo è Credere. La gioia della fede. Da giovedì 4 aprile è in tutte le edicole. È con piacere che la presento al pubblico albese. È infatti una vera sfida uscire con un nuovo giornale in un contesto di crisi economica e di contrazione del mercato editoriale e pubblicitario. Ma dagli albesi ho imparato che non bisogna lasciarsi travolgere dalle circostanze avverse. Si deve reagire, con tenacia, impegno, inventiva. Inoltre la nuova rivista nasce in un momento di rinnovata speranza per la Chiesa, grazie all’elezione di papa Francesco, il quale ci sta facendo respirare un’aria nuova, sta ridando slancio, fiducia, incoraggiamento a tutti, credenti e no. La rivista Credere nasce nell’Anno della fede, indetto da Benedetto XVI, e vuole dare voce al rinnovamento inaugurato da papa Francesco: una Chiesa che parla al cuore della gente che vive la propria fede nella vita quotidiana. Una fede che non è prima di tutto un insieme di regole, ma l’incontro con il Signore risorto, che ci dà forza, coraggio, che ci dona la vera gioia, la vera pace. Non a caso il sottotitolo della rivista è “La gioia della fede”. Lascio a ciascuno di voi, se vorrete, scoprire i contenuti di Credere: i servizi che raccontano l’esperienza di fede di tante persone come noi, le tante storie di bene di cui è pieno il mondo nonostante le apparenze contrarie; e le rubriche che aiutano a capire in modo semplice, alla portata di tutti, i contenuti della fede. Il taglio della rivista è infatti popolare, non parla in “ecclesialese” ma nella lingua di tutti i giorni. Rappresenta la Chiesa di papa Francesco, umile, povera, vicina alla gente, che crede ancora nella forza liberante del Vangelo: una buona notizia per tutti, una notizia che può davvero colmare il nostro cuore di gioia.