Il Vescovo in visita pastorale

Mons. Giacomo Lanzetti visita la  Vicaria di Cortemilia dal 7 aprile al 26 maggio 2013

La nostra Vicaria di Cortemilia si sta preparando ad accogliere il vescovo mons. Giacomo Lanzetti, che inizierà la visita pastorale nelle nostre parrocchie con la celebrazione comunitaria dei Vespri, domenica 7 aprile, alle 16, nella chiesa di San Michele in Cortemilia. La visita pastorale è un’esperienza di fede che riguarda la Diocesi nelle comunità cristiane, formate da persone che vivono storicamente in un determinato territorio, e il loro Vescovo. Proviamo allora a riflettere su che cosa significa essere Chiesa in relazione al Vescovo. La Chiesa, la quale è formata dalla comunità delle persone che credono in Gesù, è il sacramento, il segno visibile, che rimanda al Risorto che c’è ma non si vede. Non in ogni modo la Chiesa è sacramento, cioè rimando visibile al suo Signore,ma soltanto quando essa, nei rapporti tra i suoi membri e con le persone in genere, si comporta a imitazione del suo Signore. Nella Chiesa, cioè nelle nostre comunità, il bene si mescola con il male, ed è solo vivendo con fede che si cerca di mantenere lo sguardo fisso sul bene ancora da compiere, secondo l’insegnamento di Gesù. Quando la Chiesa celebra i sacramenti è davvero segno visibile della presenza di Gesù, senza equivoci in quanto si vede che il protagonista al quale tutti i convenuti sono rivolti è il Signore (sempre che colui che presiede o gli animatori liturgici non invadano la scena). Invece, meno limpido è il rimando della Chiesa al suo Signore nel modo di vivere personale e comunitario, in quanto non è scontato portare nella vita, attraverso la fede, ciò che si è celebrato in chiesa.

Il sacramento dell’Ordine (diacono, presbitero, vescovo) fa diventare la persona che lo riceve segno di Cristo Buon Pastore, il quale guida, incoraggia ed esorta il popolo che gli è affidato. Ma anche in questo caso, essere presenza sacramentale, cioè segno di Cristo Pastore, non è scontato e immediato: tutto dipende dalla fede e dall’ascesi dell’interessato. Il Vescovo, per la Chiesa diocesana, è il segno più alto della comunione: con il Signore, tra i membri che la compongono, e con l’intera Chiesa cattolica.

La visita del Vescovo alla Diocesi è allora da vivere cogliendo appieno il significato sacramentale che la Chiesa e il Vescovo stesso hanno. È per questo che ci stiamo preparando ad accogliere l’imminente venuta tra noi del vescovo Giacomo, vedendo in lui Cristo Buon Pastore, che viene a guidarci, incoraggiarci ed esortarci; sapendo anche che lui stesso viene a noi consapevole di incontrarsi con le membra del Corpo di Cristo. Fede occorre a noi per vedere nel Vescovo il segno di Cristo Pastore, fede occorre al Vescovo per vedere in noi, membra del Corpo di Cristo, il segno della presenza di Gesù. Nella fede, riusciremo a scorgere nelle realtà ecclesiali che siamo almeno un minimo della presenza del Signore. E se la nostra capacità di essere testimoni veri della sua presenza è poca, occorre seminare e far leva sul minimo che troviamo lavorando, personalmente e con il buon esempio, affinché aumenti, nella consapevolezza che il compimento lo raggiungeremo solo nell’incontro definitivo con il Signore.

Il Vescovo, visitando la nostra Vicaria, si incontrerà con le tante realtà presenti e ci aiuterà a prendere coscienza di alcuni punti importanti della vita cristiana ed ecclesiale. Egli venendo tra noi troverà tanti cristiani che vivono la propria vita con fede, offrendola al Signore, con la necessità di avere strumenti di formazione per interpretare il vivere di oggi, in relazione al Vangelo; tanti cristiani che per sentirsi membra vive della Chiesa necessitano di un maggior inserimento in essa, assumendosi con responsabilità e spirito ecclesiale molti dei compiti che prima erano riservati ai soli preti.

Troverà le Unità pastorali, cioè più parrocchie che lavorano insieme, alcune costituite da vent’anni e altre più recenti, ma tutte che condividono il cammino di vita cristiana fatto di incontri formativi e celebrativi, che necessitano continuamente di rinvigorire il proprio desiderio di camminare insieme per essere la Chiesa di Gesù anziché del campanile; troverà undici preti, due dei quali i più anziani di tutta la Diocesi, che con dedizione e spirito di servizio si dedicano, senza lesinare fatiche, alle sedici parrocchie della Vicaria; preti che necessitano continuamente di modificare il modo di svolgere il ministero presbiterale, concentrandosi su ciò che è loro proprio e coinvolgendo i laici in ciò che, in virtù del Battesimo, è di loro competenza.

Troverà gente laboriosa e semplice e un territorio straordinario, con una natura e un paesaggio bellissimi, quasi incontaminati, ricchi di grandi boschi ma anche di terreni che portano il segno del duro lavoro dell’uomo: noccioleti, vigneti, orti e campi, tra le cento colline con vista mozzafiato sulle vallate e sui fiumi; troverà un luogo tranquillo e sereno che ancora permette ai suoi abitanti una vita distesa e a misura d’uomo, anche se, purtroppo, a causa di una brutta e pericolosa viabilità, soprattutto d’inverno, questa zona si sta progressivamente spopolando: i giovani infatti sono costretti a migrare verso i centri che offrono maggiori possibilità di lavoro, e qui rimangono soprattutto tanti anziani, sparsi su un territorio vastissimo. Siamo in attesa di accogliere il vescovo Giacomo, di presentargli il cammino di sequela del Signore che, comunitariamente, cerchiamo di incarnare nella nostra realtà, attendendo da lui incoraggiamento, sollecitudine e – perché no – conferma se qualcosa di buono troverà. Il Signore, attraverso il Vescovo, ci benedica.

Don Edoardo Olivero

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