Impianto a biogas: il sito dovrà essere bonificato

AMBIENTE La Procura della Repubblica ha effettuato il dissequestro penale dell’area dell’ex cava di località Monte Capriolo, nella quale dovrebbe sorgere l’impianto a biogas della Biovis srl. Ma la parte che in passato era stata adibita a cava continua a essere sottoposta al sequestro amministrativo, disposto dalla Provincia, che aveva acquisito gli atti del lavoro svolto dagli uomini del Corpo forestale dello Stato (Sezione di Bra) al comando di Patrizia Ritondo, incaricati dalla Procura della Repubblica di Alba, dopo il sequestro del sito, di approfondire le indagini sull’area che avrebbe dovuto ospitare l’impianto.

Spiega la comandante Ritorndo: «La Procura albese ha recentemente emesso una disposizione per il dissequestro di tutta l’area della cava, che era stata sottoposta a sequestro penale dopo la denuncia di presunte irregolarità effettuata da parte del comitato di imprenditori e da parte di quello dei residenti. Quest’ultimo atto del fascicolo – che è stato seguito dall’ispettore capo della Polizia giudiziaria Marco Primavera – dispone quindi cha la società Biovis torni in possesso della zona. Di cui, però, una parte rimane sottoposta a sequestro amministrativo».

Il provvedimento era scattato dopo che la Forestale aveva scoperto, a una profondità che va da 1,5 a 3 metri, la presenza di “materiali di risulta”, quali blocchi di cemento, mattoni, macerie e altri elementi provenienti da demolizioni di immobili. Nulla di potenzialmente pericoloso, ma di certo elementi che dimostrano come la gestione della cava non avesse seguìto tutte le prescrizioni della Provincia in materia. Aggiunge Patrizia Ritondo: «Adesso si rende necessaria un’adeguata bonifica del sito. Quando questa sia stata svolta, sarà certamente cura della proprietà informare l’Arpa provinciale e il Comune – ente al quale compete il dissequestro – per ottenere il definitivo via libera all’utilizzo dell’intera zona». L’impianto a biogas – che ha avuto l’autorizzazione della Conferenza dei servizi della provincia nel giugno 2012 – sarà costituito da due digestori (vasche perfettamente sigillate) in cemento armato all’interno dei quali avverrà la fermentazione anaerobica (in assenza di ossigeno) naturale, che produce gas metano utilizzato in un co-generatore per realizzare energia elettrica pulita e acqua calda, la cui potenza prevista sarà di 635 kW.

Valter Manzone