Lavori sul Borbore

VEZZA Ametà della settimana scorsa sono state inviate al Ministero dell’ambiente, a Roma, le foto e i progetti dei prossimi, imminenti lavori sul corso del Borbore, per i quali, l’Amministrazione di Carla Bonino ha richiesto la possibilità di utilizzare i 103 mila euro derivanti dal recupero del ribasso d’asta dei lavori sin qui eseguiti. Incassato l’assenso formale da parte del Ministero a usare i 103 mila euro avanzati, il Comune di Vezza attende ora il via libera ufficiale, per iniziare questo nuovo lotto di lavori. «Non si tratta più di scogliere », chiarisce il sindaco Carla Bonino, «ma di rimodulare il corso del torrente verso Canale, eliminare anfratti e anse. Siamo andati a Roma duemesi fa a illustrare il progetto ai funzionari ministeriali. La risposta tardava ad arrivare e così li ho sollecitati più volte, temendo che le piogge, gonfiando il torrente, avrebbero impedito l’esecuzione rapida dei lavori». Le ripetute telefonate del sindaco vezzese hanno funzionato ed è giunta daRomala richiesta di foto dei punti sui quali si vorrebbe agire (tra i quali quello ritratto nella foto d’apertura), necessari per l’emissione dell’autorizzazione ministeriale allo sblocco dei fondi. Con la realizzazione di una scogliera su entrambe le sponde (ritratta nella foto a lato) e l’ampliamento dell’alveo, un mese fa, si erano conclusi i primi lavori di messa in sicurezza del rio. Lo stralcio Adel primolotto ha assorbito i 400 mila euro a disposizione del Comune già dal 2008, che l’Amministrazione Bonino aveva congelato in attesa della stesura di un nuovo piano di intervento su questa area critica di Vezza. Le opere, iniziate nell’estate dello scorso anno, erano state precedute da un’ordinanza della Giunta che annunciava urgenti interventi di pulizia del rio e raccomandava la cittadinanza di non ostruirlo con materiali di ogni sorta. «Da sottolineare», precisa il sindaco, «l’accordo intercorso con un privato per l’abbattimento di un edificio danneggiato durante l’alluvione del ’94 e il trasferimento del volume edificabile. Ciò ha reso più efficace la nuova sistemazione ». Poter utilizzare i 103 mila euro del ribasso per i nuovi interventi costituisce, per Bonino, «una sorta di “compensazione” della spesa sostenuta per la stesura del piano di fattibilità, costato nel 2010 oltre 70 mila euro.Mano a mano che arriveranno i contributi, per i quali confidiamo nel Ministero, continueremo le opere», sostiene Bonino. «Lo studio di fattibilità ci ha indicato soluzioni.Èuno strumento essenziale nell’elaborazione delle prossime varianti al Prg, anche per indicare ai privati le opere da realizzare per ottenere le autorizzazioni necessarie alle loro richieste». Chiaro il riferimento alle quattro ditte operanti a ridosso del Borbore, e ai loro problemi di sviluppo o ristrutturazione rimasti in sospeso.

Daniele Mongera

LO STUDIO DI FATTIBILITÀ Oltre due milioni di euro per tre lotti

Il piano di fattibilità sul “nodo del Borbore” è stato realizzato tra il 2009 e il 2010 dallo studio torinese dell’ingegner Valter Peisino, su commissione dell’attuale Amministrazione, ed è costato circa 70 mila euro, oggetto, all’epoca, di svariate polemiche. Consiste di rilievi topografici e studi idraulici, geologici e geomorfologici che tengono conto dell’edificazione successiva ai disseti del 1994 e prevede interventi di riqualificazione ambientale e messa in sicurezza suddivisi in tre lotti.

Il primo interessa l’area dal ponte della bocciofila a Patarrone, al confine con Canale. I lavori su questo tratto sono stati a loro volta divisi in due parti: lo stralcio A, per il quale sono stati spesi i 400 mila euro a disposizione, e il B, che indica i lavori da eseguire nella parte sottostante i muretti di contenimento presenti tra il ponte e le case.

Il secondo lotto di interventi riguarda il tratto di rio Valmaggiore oltre la Cantina sociale, dove il corso d’acqua è completamente intubato. Il piano prevede qui di realizzare un canale sotterraneo che fiancheggi il corso del rio passando sotto via Torino. Tutto questo per evitare di demolire i fabbricati sovrastanti o le parti edificate come muri e marciapiedi esistenti.

Il terzo lotto interviene sul rio Gavel, partendo dalla bocciofila e andando a ritroso fino al ponte della provinciale all’altezza della Banca d’Alba. Si tratta di un lavoro di minore rilievo e di sostanziale rimodellamento dell’alveo. Lo studio, adottato con delibera di Giunta nel 2010, è stato redatto con la consulenza gratuita del Genio civile, che ne ha seguito l’evoluzione anche attraverso sopralluoghi sul posto. Inoltrato, lo scorso anno, al Ministero dell’ambiente, prevede opere per un costo complessivo che supera i due milioni di euro.