Oasi di San Nicolao Iter impantanato

CANALE Domenica 14 aprile, alle 10.30, nella biblioteca civica Pietro Cauda, si svolgerà l’assemblea annuale di Canale ecologia, associazione naturalistica senza fini di lucro, nata nel 1991 e presieduta da Giovanni Bosio. A pochi giorni dai rigorosi tagli annunciati dalla Regione sul settore parchi, l’assemblea è occasione per fare il punto sull’iniziativa più importante portata avanti negli ultimi anni da Canale ecologia: il riconoscimento dell’Oasi di San Nicolao quale parco naturale regionale.

«Sembrava una richiesta condivisa dai tre Comuni (Canale, Montà e Cisterna)», spiegano dall’associazione, «ma l’iter si è arenato».

L’ipotetico perimetro si estendeva per la maggiore parte nel Comune di Cisterna, quindi a Montà e Canale. Circa 300 ettari, con flora e fauna uniformi. Erano già stati raccolti la documentazione urbanistica e gli approfondimenti storico-faunistici forniti dall’Ecomuseo delle rocche. Mancava un incontro pubblico per illustrare la proposta e poi i tre Consigli comunali avrebbero dovuto deliberare di chiedere alla Regione l’istituzione del parco. Anche l’incontro, avvenuto tra l’allora assessore regionale William Casoni, i sindaci Silvio Beoletto (Canale), Silvano Valsania (Montà) e Renzo Peletto (Cisterna), e i rappresentanti di Canale ecologia, aveva fatto ben sperare.

Ha spiegato il vicesindaco di Canale, Enrico Faccenda: «I Comuni di Montà e Cisterna hanno espresso il loro “no”, nonostante la proposta di realizzare a Montà la sede del parco e a Cisterna, in zona Lame, il suo ingresso. La città di Canale sta valutando l’idea di proseguire da sola in questo iter ma temiamo che la nostra superficie sia troppo piccola». Il primo cittadino di Cisterna precisa come il passo indietro del suo Comune sia determinato dal fattore economico. «L’istituzione del parco e la sua sorveglianza richiedono costi non indifferenti. Cisterna ha proposto di ripartire la spesa in base al numero di abitanti, ma gli altri non sono stati d’accordo. Non ci sono i soldi, la Regione l’ha detto chiaro già un anno fa. Sulla carta sembrava tutto fattibile ma ci sono norme alquanto vincolanti da rispettare. Un parco porterebbe benefìci ma l’attuale crisi non ci permette di procedere. Per noi la questione è chiusa», ha commentato lapidario Renzo Peletto.

Amaro e articolato il commento del sodalizio ambientalista, riassunto da Gino Scarsi: «Oggi l’unico Comune intenzionato a procedere con la richiesta di riconoscimento del Parco naturale regionale è Canale. Probabilmente non basterà. Il progetto di istituzione di un Museo del tartufo ha polarizzato tutta l’attenzione dell’Amministrazione montatese. Se ci sono disponibili fondi europei o di soggetti privati per un museo virtuale del tartufo va bene: per noi, meglio di certo a Montà che ad Alba o in Langa. Ma», prosegue Scarsi, «un Museo virtuale del tartufo ha senso solo se vi è la presenza di un parco naturale riconosciuto. L’antropizzazione e il moltiplicarsi dei vigneti rischiano di restringere, se non di cancellare, zone di ottima produzione di tartufi.

Scarsi traccia proposte: «A Cisterna e al sindaco Peletto vorremmo chiedere di cercare soluzioni, se i problemi sono di natura economica. Canale ecologia proporrà incontri di approfondimento per lasciare aperta la porta a una grande opportunità».

Sabato 13 aprile, con partenza alle 9 da piazza Europa, si svolgerà una giornata di pulizia presso Casa natura. Lo spuntino-pranzo sarà a cura di Canale ecologia; per adesioni 017397.90.73 (Giovanni), 34632.78.597 (Gino).

Elena Chiavero

Silvano Valsania «Attendiamo ancora i fondi 2011»

L’emergenza economica e il senso di responsabilità, tutto sabaudo, di “fare” solo quando si è in grado di portare avanti, sono alla base delle perplessità del sindaco montatese Silvano Valsania, circa la trasformazione in parco dell’oasi di San Nicolao. «È un’area in gran parte privata – anche Canale ecologia è un soggetto privato – e incontaminata», riflette Valsania. «Nell’accezione comune (e quello del Roero dimostra che è così) un parco è un luogo in cui fare scampagnate. Ma senza la corretta sensibilità degli utenti (o l’opportuna sorveglianza) ciò significherebbe disturbare l’equilibrio di un ecosistema oggi preservato. La Regione ha detto di non avere risorse da destinarvi, ma presidiare un parco, gestirlo, manutenerne i sentieri costa. Montà sostiene già l’ecomuseo, in attesa che arrivino la seconda tranche dei fondi 2011 (26 mila euro) e la determina di assegnazione dei contributi 2012». Anche il Museo del tartufo è a un punto morto? «I fondi europei necessari sono a disposizione della Regione. Più volte promessi, non sono ancora giunti ».Echiude con un auspicio: «Prepariamo i progetti, pronti a intervenire quando sarà economicamente sostenibile».

v.p.