Quattrocento cooperative s’incontrano

ASSEMBLEA «Meno cooperative e più cooperazione» è stato lo slogan di Confcooperative per il 2012. Oggi le 400 cooperative cuneesi sono una in meno rispetto all’anno precedente, ma il fatturato netto è passato da un milione di euro del 2012 a un milione e 880 mila euro nel 2013 e i soci sono aumentati da 155.773 a 166.104. Se ne è parlato la scorsa settimana presso la cooperativa Piemonte latte di Savigliano, al termine dell’assemblea generale delle cooperative. Il 2012 è stato un anno importante per le cooperative cuneesi, iniziato con l’assemblea elettiva che ha riconfermato la fiducia al presidente Domenico Paschetta, e continuato tra le cerimonie per il riconoscimento da parte dell’Onu come Anno internazionale delle cooperative (all’insegna del motto “Le cooperative costruiscono un mondo migliore”) e le azioni di difesa per reggere alla perdurante crisi economica e sociale. Gravano sulla sopravvivenza delle cooperative il peso contributivo, gli oneri burocratici, la stretta del credito, oltre ai pesanti ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. Nonostante ciò Confcooperative non ricorre alla cassa integrazione, preferendo ridurre il monte ore lavorativo di ogni socio. Nella provincia di Cuneo sempre più aziende in crisi si convertono in cooperative. Il settore vitivinicolo resta tra i più fiorenti, gestendo il 52 per cento della produzione agricola: nell’albese le cantine cooperative producono un fatturato di circa 70 milioni di euro. A questo proposito il direttore generale di Confcooperative Cuneo Massimo Gallesio ha ribadito la forza del settore: «Negli ultimi dieci anni il numero delle imprese è diminuito (2.188 quelle iscritte a Unioncamere Cuneo), mentre è in crescita quello delle cooperative (55). Banca d’Alba è il più grande credito cooperativo italiano, con 43.000 soci». Le cooperative svolgono un ruolo fondamentale pure nel panorama nazionale. In Italia ne esistono 80 mila, che impiegano oltre un milione e trecento mila persone.

Il Paese è in una situazione insostenibile

Mentre le aziende chiudono e si avvalgono in maniera sempre più importante della cassa integrazione, l’impegno di Confcooperative Cuneo è rivolto a rafforzarsi sul territorio. Gazzetta ne ha parlato con il presidente Domenico Paschetta.

Quali sono i problemi più urgenti delle cooperative nella Granda, Paschetta?

«I problemi che affliggono le cooperative cunesi sono comuni al Paese: una burocrazia invasiva, incremento degli oneri contributivi, la diminuzione del credito, ma soprattutto ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Si crea così una situazione insostenibile. Confcooperative Cuneo cerca comunque di garantire l’occupazione, che è rimasta ai livelli dell’anno precedente, rispetto al panorama nazionale che ha subito una diminuzione dello 0,6 per cento nel settore».

In che cosa la nostra cooperazione è più forte?

«Mi piace parlare di “cuneesità”, una caratteristica di coloro che sono nati e cresciuti in questa provincia, persone dotate di una grande forza di volontà, concrete e disponibili, motivo per cui la Granda è stato baluardo alla crisi. Abbiamo inoltre una visione concreta, che ha sviluppato una mentalità d’impresa».

Quale ruolo svolgono i giovani all’interno delle cooperative?

 «I giovani costituiscono un pilastro importante. La Consulta giovani cooperatori, organo istituito a fine 2008, si pone l’obiettivo di valorizzare la componente giovanile, creando un ponte di dialogo tra i cooperatori, oltre all’impegno riservato ai progetti per le scuole. Confcooperative si rivolge soprattutto ai giovani, ricercando sostegni per le loro iniziative. Numerosa è anche la presenza di donne, che ricoprono circa il 30 per cento degli occupati».

Manuela Anfosso