Biogas: l’impianto sarà a San Giovanni di Cherasco

AMBIENTE Disponibili a rinunciare al progetto per la realizzazione dell’impianto a biogas, in località Montecapriolo (al confine tra Bra e Cherasco, a pochi metri dalla provinciale 661). A patto che la Provincia autorizzi il nuovo impianto, che dovrebbe sorgere in frazione San Giovanni di Cherasco. Dopo tante polemiche, tante serate informative, dopo la comparsa di tanti cartelli, l’intervento della Procura della Repubblica e del Corpo forestale dello Stato, la vicenda della Biovis srl, azienda che aveva ottenuto, nello scorso mese di giugno 2012, la concessione per realizzare un impianto per la produzione di gas metano, la cui potenza prevista era di 635 kw elettrici, potrebbe decidere di traslocare. Anche su espresso invito della Provincia, che ha recentemente richiesto ai titolari, dopo una Conferenza dei servizi – tenutasi a Cuneo nei giorni scorsi – che si è conclusa con un rinvio e con la richiesta alla Biovis di rinunciare al vecchio progetto, per poter poi procedere con la valutazione di questa nuova proposta. In una lettera, consegnata ai tecnici provinciali, prima della Conferenza, si legge: «Se si concluderà positivamente il nuovo procedimento, relativo all’autorizzazione a costruire un impianto a biogas nel nuovo sito proposto, la Biovis formalizzerà espressa dichiarazione di rinuncia rispetto alla precedente richiesta». La Provincia però ha dettato condizioni più stringenti. E la Biovis si è detta assolutamente disposta a valutare questa possibilità. Il nuovo impianto che si vorrebbe realizzare è più piccolo (300 kw), in una zona valutata positivamente anche dall’Amministrazione comunale, vicino alle aziende agricole.

Scrive Lorenzo Cerrino della Biovis: «Nonostante la piena e pacifica conformità del progetto dell’impianto alla normativa di riferimento, la successiva vicenda amministrativa ha destato non poche polemiche. In particolare, del tutto sterile e pretestuosa, si è rivelata la questione del possibile “impatto ambientale” sull’intera zona, così come quella relativa alla qualità dell’area destinata a ospitare l’intervento». E poi conclude: «La Biovis ritiene di aver sempre mantenuto e conservato un atteggiamento corretto e rigoroso. La rinuncia viene fatta nell’auspicio che si possano evitare inutili e dannose tensioni con la collettività territoriale, troppo spesso ingiustificatamente allarmata e prevenuta nei confronti della realtà aziendale Biovis».

Conclude il sindaco di Cherasco Claudio Bogetti: «Se la Biovis rinuncerà, come auspichiamo, al vecchio progetto, intendiamo valorizzare quella zona e – come sottolineato più volte anche dalle associazione ambientaliste – lasciarla esclusivamente a uso agricolo».

Valter Manzone