Gazzetta@Collisioni Radio libera tutti di Roma

La collaborazione tra il Progetto giovani di Collisioni e Gazzetta d’Alba comincia con questo numero del giornale. Ogni martedì sarà presentato uno dei gruppi che parteciperà all’edizione in programma dal 5 al 9 luglio. Si tratta dei ragazzi (sono centinaia) di ogni parte del Paese che contribuiranno a creare e far conoscere il festival come volontari, con il “loro” premio, allo stesso tempo artefici e beneficiari di quanto avverrà sui palchi – grandi od off che siano – nelle piazze e nelle strade di Barolo. Accanto e in contatto con persone che incarnano la letteratura e la musica (o entrambe, come nel caso di Bob Dylan) conosciute da chiunque oppure apprezzate (per ora) solo nelle Langhe.

Con il Progetto giovani, ospitando i ragazzi, Paola, Filippo e chi lavora a loro fianco hanno trovato il modo di portare Collisioni all’Italia, senza aspettare che l’Italia – soprattutto la parte che meriterebbe di più ma meno riceve – venisse a Collisioni. Il nostro giornale parteciperà con i giovani (c’era bisogno di dirlo?) collaboratori della redazione. Il primo passo sarà pubblicare una sorta di carta da visita, regione per regione, dei loro coetanei. E con l’apporto di questi ultimi produrre, nel corso del festival, articoli, foto, tweet, filmati, interviste che Gazzetta diffonderà sulle proprie pagine, sul sito Internet e su tutti i social a disposizione. Il materiale non mancherà e i ragazzi ne trarranno ottimo contenuto. Né mancherà loro l’occasione per contribuire al festival, sempre nell’ambito delle attività che vedranno i ragazzi in primo piano. Ma ora è tempo di conoscere le prime “Creature selvagge”: abitano Radio libera tutti di Roma.

p.r.

 

Questa è una storia che parla di coraggio ed emancipazione; è il racconto di persone che non vogliono uniformarsi, di chi rinuncia all’ottica del profitto e del mercato per essere indipendente. I ragazzi di Radio libera tutti vivono a Roma e il loro faro è Peppino Impastato. Ruggero Spataro è il responsabile del collettivo, presente da tre anni a Collisioni.

Ruggero, come, quando e perché è nato il vostro progetto?

«Radio libera tutti è nata quattro anni fa, il 15 maggio 2009. Un gruppo di amici decise di darsi da fare per creare qualcosa di utile. All’inizio eravamo una decina e abbiamo cominciato in una sede disastrata, priva di arredamento, con le finestre rotte. Avevamo solo un computer, una cuffia e un microfono. Le nostre trasmissioni sono cominciate ufficialmente con la messa in onda di vecchie registrazioni di Onda pazza, la trasmissione di Peppino Impastato su Radio aut. È a lui che ci ispiriamo. Adesso siamo in tanti oggi alla radio, tra speaker, membri del Direttivo e amici: collaborano circa sessanta di persone. Grazie all’autofinanziamento, siamo riusciti a ottenere una bella sede e una regia tecnologicamente avanzata, insonorizzata, con microfoni e cuffie professionali. Ma continuiamo a essere un grande gruppo di amici».

Che cosa trasmette e propone la vostra radio?

«Cerchiamo di trasmettere musica che le altre radio non trasmettono. Il pop commerciale a Rlt non passa. Mandiamo in onda soprattutto rock, indierock, cantautori. Tutta la musica italiana e straniera che di solito non viene trasmessa dalle emittenti commerciali. Il nostro palinsesto, tranne rare eccezioni mattutine, comincia nel primo pomeriggio e finisce circa alle 23. Nelle ore restanti va in onda la nostra playlist. Ci sono trasmissioni di ogni genere: musica, intrattenimento, sport, approfondimento culturale, attualità. Abbiamo anche parlato di Iran e Neda; due nostri speaker hanno vinto un premio su Peppino Impastato, abbiamo in cantiere un progetto sulla radio in carcere».

Cosa proporrete in occasione di Collisioni 2013? Quali sono le vostre aspettative?

«È il terzo anno che partecipiamo a Collisioni e collaboreremo, anche in questa edizione, con la radio ufficiale del festival. E poi faremo un blog, saremo attivi su Twitter: di sicuro ci vedrete in giro per Barolo a distribuire i nostri gadget. Collisioni (e Barolo) è un luogo magico, e ci aspettiamo in questa nuova edizione di vivere tre giorni splendidi, come li abbiamo sempre vissuti a Collisioni».

Esiste in Italia la libera informazione? In che misura controllo e censura influiscono sui mezzi di comunicazione?

 «In Italia certamente esiste la libertà di informazione. Il web, per esempio, è ancora libero e noi ne siamo un esempio. Ovviamente nessuno ci censura. È chiaro però che tentativi della politica, come quello che c’è stato tempo fa, di imbavagliare i blog assimilandoli alle testate giornalistiche registrate, sono assolutamente da combattere. Il problema non è tanto se esiste un’informazione libera, ma quanto un certo tipo di informazione riesca a trovare spazio sui principali media, che spesso sono ossessionati solo dalla cronaca (meglio se nera), dal gossip e dalla politica nazionale».

Quali consigli suggerireste a chi vuole creare una web radio?

 «Una web radio è semplicissima da creare. Ci vuole veramente solo un computer, la connessione a Internet, cuffie e microfono. In Italia purtroppo le “autostrade digitali” sono un miraggio, ma noi ci crediamo in questa modalità di trasmissione. E pensiamo che, come le radio libere degli anni ’70, siano un bel modo per parlare alla società e per attivarsi sul piano sociale e politico».

Marco Viberti