Il bilancio ai tempi dell’Imu

CONSIGLIO Più risparmi e maggiori risorse recuperate dalla lotta all’evasione, ma l’Imu e i mancati trasferimenti dello Stato hanno pesato sugli equilibri e sugli umori del bilancio 2012. Oltre un milione e settecentomila euro è l’avanzo di amministrazione della giunta Sibille, ma solo 92.000 euro non sono vincolati: 700 mila andranno a costituire un fondo per fronteggiare le morosità e quasi 800 mila saranno impiegati per far partire lavori che non avevano potuto essere eseguiti nel rispetto del Patto di stabilità interno.

Il documento presentato martedì scorso dall’assessore alle finanze, Gianni Fogliato, è nudo e crudo anche perché rappresenta il primo conto consuntivo approvato ai tempi dell’Imu. Bra, dalla nuova tassa ha ricavato 7,3 milioni rispetto ai 5 milioni dell’Ici 2011, ma ha dovuto rinunciare a oltre 2 milioni in meno di trasferimenti erariali (da 4,8 a 2,7 milioni) e non ha più la compartecipazione Iva (1,7 milioni solo un anno fa).

«Molte delle scelte che hanno determinato questo risultato di amministrazione – ha commentato il sindaco Bruna Sibille – nascono non dalla nostra volontà, ma da decisioni assunte a livello centrale: in un momento storico dove esiste il massimo del centralismo mancano forme di sussidiarietà verticale tra gli enti».

La questione è ancora più delicata sul fronte della crisi economica che sta colpendo duro anche nella nostra zona. «L’attuale impostazione del Patto di stabilità interna – rimarca il Sindaco – impedisce di fatto un positivo contributo dell’ente locale allo sviluppo dell’economia del territorio, mentre sulle questioni fiscali il Comune è visto come gabelliere per conto dello Stato».

Proprio il rispetto delle restrittive regole del patto e la «progressiva scoperta in corso d’anno dei mancati finanziamenti di Stato e Regione su diversi capitoli di spesa», come ha spiegato l’assessore Giovanni Fogliato, sono gli elementi che hanno determinato il risultato del rendiconto della gestione 2012. Un grande lavoro è stato fatto per il recupero dell’evasione delle imposte municipali (495.000 euro nel 2012 per la sola Ici e 30.000 euro per i mancati pagamenti degli affitti nelle case popolari), nel corso dell’anno non sono stati attivati mutui e l’indebitamento è stato portato a 598 euro per cittadino. In più c’è da registrare il superamento della soglia del 70% complessivo dell’indice di copertura dei costi per i servizi a domanda individuale (servizi scolastici e asilo nido in primis), nonostante sia cresciuto il numero di chi ha beneficiato di riduzioni: dai 567 dello scorso anno agli attuali 611, mentre nel 2008 erano 312.

Segni di un momento difficile, che il Comune cerca di arginare con le ultime risorse rimaste.

Gianluca Oddenino

MAGGIORANZA I conti quadrano senza svendere

«Quando avremo notizie su come poter utilizzare il fondo perequativo dell’Imu, che per Bra vale circa un milione e settecento mila euro, utilizzeremo i fondi che avremo a disposizione per intervenire sulla fiscalità». Bruna Sibille apre la possibilità di correzioni a livello fiscale dopo il bilancio “lacrime e sangue” presentato e approvato in Consiglio coi soli voti della maggioranza di centro- sinistra. «Sulle implicazioni dell’Imu sugli affitti, è positivo rilevare che sono cresciuti nel corso del 2012 i contratti stipulati a Bra con il sistema degli affitti concordati, arrivando a triplicarne il numero – ha commentato Christian Damasco di “Con Sibille per Bra” – e l’Amministrazione è riuscita a far quadrare i conti senza svendere il proprio patrimonio, rispettando il Patto di stabilità e ristrutturando il proprio debito, con un’attenzione nell’evitare ogni spreco che ha dato positivi risultati».

g.o.

OPPOSIZIONE L’operazione ha fatto salire gli affitti

«Nel settembre 2012 una manovra dell’Amministrazione comunale ha inasprito le aliquote dell’Imu, incrementando l’incasso per il Comune e contribuendo ad aumentare il livello già insopportabile degli affitti. In questo senso l’Imu è stata un’imposta che ha finito per pesare non solo sui proprietari delle abitazioni ma anche su coloro che la casa non ce l’hanno». Il giudizio di Claudio Lacertosa, capogruppo di “Progetto Bra”, è duro e neanche l’abbassamento dell’aliquota sulle case date in comodato d’uso ai parenti ha avvicinato le posizioni di opposizione e maggioranza. Anche Gian Massimo Vuerich (Pdl), Marco Ellena (“Progetto Bra”) e Davide Tripodi (capogruppo di “Bra domani”) hanno bacchettato la Giunta e chiesto «di provvedere a una riduzione delle aliquote Imu per gli alloggi invenduti da parte delle imprese di costruzione».

g.o.