Il Papa “buono”

Nel presentare la rinnovata edizione del Giornale dell’anima (Edizioni San Paolo), mons. Loris Capovilla, segretario di papa Giovanni, scrive che questo è «lo strumento più adatto per conoscere Giovanni XXIII, la spiritualità, la pietas, la fedeltà alla Tradizione, le aperture personali, la misericordia non disgiunta dall’inflessibile condanna di errori e deviazioni, la quieta conversazione, il senso cristiano dell’humor, il tacere delle sue labbra e il sanguinare del suo cuore».

Le principali tappe della sua vita

Nato a Sotto il Monte il 25 novembre 1881, Angelo Roncalli a 12 anni inizia la formazione al sacerdozio nel Seminario di Bergamo. Dopo un intervallo di due anni per il servizio militare, Roncalli prosegue gli studi teologici a Roma e viene ordinato sacerdote il 10 agosto 1904. Scelto come segretario del vescovo di Bergamo, Giacomo Radini Tedeschi, per un decennio vive una ricca esperienza pastorale in Azione cattolica e in ambito ecumenico. Al termine della guerra, fonda a Bergamo la Casa dello studente e per un biennio è direttore spirituale del Seminario.

Nel 1921 è a Roma, incaricato dell’Opera per la propagazione della fede in Italia. Consacrato vescovo il 19 marzo 1925, viene inviato da Pio XI come visitatore nella ortodossa Bulgaria e nominato poi come primo delegato apostolico nel 1931. Un altro decennio (19351944) è vissuto intensamente a Istanbul, in un contesto islamico in via di radicale laicizzazione, e poi ad Atene, centro della Chiesa ortodossa greca. All’età di 63 anni riceve la nomina di nunzio apostolico a Parigi, ove rimane dal 1945 al 1953, in un ambiente cattolico ricco di fermenti. Gli viene chiesta poi la disponibilità di succedere al patriarca di Venezia, morente, e Roncalli annota nel suo Giornale: «È interessante che la Provvidenza mi abbia ricondotto là dove la mia vocazione prese le prime mosse, cioè al servizio pastorale. In verità ho sempre ritenuto che in un ecclesiastico la diplomazia così detta deve essere permeata di spirito pastorale, diversamentenon conta nulla, e volge al ridicolo una missione santa. Ora sono posto innanzi ai veri interessi della anime della Chiesa… Questo mi basta e ringrazio il Signore». A Venezia rimane poco più di cinque anni, perché il 28 ottobre del 1958 viene eletto Papa e assume il nome di Giovanni XXIII. Una nomina che destò particolare sorpresa; ma la sorpresa più grande fu quando, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, il 25 gennaio 1959, colui che era stato definito “Papa di transizione”, diede l’annuncio della celebrazione del XXI° Concilio ecumenico per la Chiesa universale.

Riascoltiamo la sua voce

In questo Anno della fede, voluto da Benedetto XVI proprio per celebrare il cinquantennio del Concilio Vaticano II, tornano preziose alcune delle profetiche parole pronunciate dal Papa “buono” l’11 ottobre 1962, nella solenne apertura del Concilio: «La Chiesa cattolica, mentre con questo Concilio ecumenico innalza la fiaccola della verità cattolica, vuole mostrarsi madre amorevolissima di tutti, benigna, paziente, mossa da misericordia e da bontà verso i figli da lei separati. All’umanità travagliata da tante difficoltà essa dice, come già Pietro a quel povero che gli aveva chiesto l’elemosina: “Non possiedo né argento né oro,ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il nazareno, cammina” (Atti 3,6)».

«La Chiesa offre non ricchezze caduche, né promette una felicità soltanto terrena, ma dispensa i beni della grazia soprannaturale, i quali, elevando gli uomini alla dignità di figli di Dio, sono di così valida difesa e aiuto a rendere più umana la loro vita; apre le sorgenti della sua fecondissima dottrina, con la quale gli uomini, illuminati dalla luce di Cristo, riescono a comprendere a fondo che cosa essi realmente sono, di quale dignità sono insigniti, a quale meta devono tendere; infine, per mezzo dei suoi figli manifesta ovunque la grandezza della carità cristiana, di cui null’altro è più valido per estirpare i semi delle discordie, nulla più efficace per favorire la concordia, la giusta pace e l’unione fraterna di tutti».

Giovanni Ciravegna

Nuova iniziativa di Famiglia Cristiana e Credere nel 50° anniversario della morte di Giovanni XXIII

A mezzo secolo dalla morte rimane vivissimo il ricordo di papa Roncalli, che resta contemporaneo anche di generazioni che non lo hanno conosciuto. Sono infatti migliaia le lettere, i bigliettini, le preghiere che giungono ancora oggi alla tomba di Giovanni XXIII, una devozione che continua negli anni e non accenna a esaurirsi. Con il volume “Papa Giovanni XXIII”, allegato a Famiglia Cristiana e Credere, gli autori – Domenico Agasso, nonno e nipote – fanno rivivere la figura straordinaria di papa Giovanni attraverso aneddoti noti e meno noti di uno tra i pontefici più amati di sempre. Proposto a euro 10,90, il volume include un quadretto commemorativo e la trascrizione integrale del Discorso alla luna, pronunciato da Giovanni XXIII l’11 ottobre 1962: un messaggio semplice, di tenerezza e affetto che conquistò per sempre il cuore della gente. Per informazioni e prenotazioni scrivere a vpc@stpauls.it, oppure consultare www.famigliacristiana.it/papagiovannixxiii, o telefonare al n. 0248.02.75.75.