Nebbiolo, una marcia in più

L’edizione 2013 di Nebbiolo prima è andata in archivio e, dalle prime impressioni, con riscontri favorevoli un po’ per tutti: giornalisti, produttori e gruppo Albèisa. Era la quarta edizione del “nuovo corso”, ma in effetti l’iniziativa poteva contare su una tradizione consolidata, visto che per più di un decennio era stata proposta come Alba wines exhibition. Nebbiolo prima, quindi, ha un’impostazione rodata, che ha portato un’ottantina di giornalisti (30 italiani e quasi 50 di altre parti del mondo) a verificare da vicino il livello qualitativo e la struttura tipologica delle ultime annate di Barolo, Barbaresco e Roero. Per il primo era in gioco l’annata 2009, mentre per gli altri due la focalizzazione riguardava l’annata 2010. Anche in questo caso, i riscontri sono convincenti. Si poteva temere qualcosa per il 2010, un millesimo meno imponente e sontuoso del 2009, ma gli assaggi hanno reso merito anche a questa annata, che sopperisce alla piccola carenza di struttura con un’eleganza molto godibile. Tra i giornalisti esteri, è confermata la grande presenza di operatori dell’informazione provenienti da Stati Uniti e Unione europea. Vanno, però, segnalate alcune interessanti new entry provenienti da Paesi come Corea, Estonia, Lituania e Finlandia, oppure da realtà tipo la Russia che stanno diventando sempre più significative nel mercato mondiale del vino.

Folto è stato anche il gruppo dei produttori, praticamente consolidato rispetto alle ultime edizioni. «Le aziende partecipanti – conferma il presidente di Albèisa Alberto Cordero di Montezemolo – sono state 226, per un totale di 380 vini, un folto gruppo di bottiglie che ha impegnato per cinque giorni i giornalisti degustatori a “colpi” di 7080 vini per mattinata». Molto interessante è risultata anche la degustazione di raffronto tenutasi nei locali dell’ex Calissano, dove 130 aziende hanno messo in degustazione i vini dell’annata 2003, la quale era stata caratterizzata da un clima molto caldo per non dire afoso, che si era protratto per mesi. «Molti vini del 2003 – ricorda Cordero – hanno stupito per la loro fragranza e la loro perfetta forma, confermando che i prodotti derivati dal Nebbiolo hanno sempre una marcia in più». Le degustazioni dei vini alla cieca si sono svolte al mattino, ma anche i pomeriggi sono stati importanti perché hanno consentito ai giornalisti e ai produttori di avere tra loro un dialogo più serrato e rivolto a vini e temi che nel contesto ufficiale non trovavano spazio. Molti produttori, individualmente o in gruppo, hanno dato vita a iniziative di degustazione mirata (verticali, orizzontali di annate vecchie, visite e confronti su temi di attualità) e questo ha permesso anche di ovviare alla mancanza dei momenti di approfondimento collegiale che per un anno sono stati sospesi. La sensazione è che, con la prossima edizione, le iniziative di informazione sul vitigno, sui territori, sulle annate e su altri temi di carattere generale saranno riprese. «Tra le iniziative pomeridiane – conferma il Presidente di Albèisa – le più apprezzate dai giornalisti sono state quelle organizzate da gruppi di produttori di un territorio omogeneo, perché sono diventati momenti di degustazione e ulteriore conoscenza del territorio e della tradizione produttiva». L’ultima nota riguarda il futuro. Appena concluso l’evento di quest’anno, l’Albèisa sta già pensando al 2014: la nuova edizione di Nebbiolo prima è in programma per la settimana tra l’11 e il 16 maggio 2014.
Giancarlo Montaldo