Candidatura UNESCO: notizie incoraggianti dalla Cambogia

Si è concluso positivamente il viaggio in Cambogia della delegazione italiana accreditata ai lavori del World heritage committee, il comitato Unesco da cui l’anno prossimo dipenderà l’iscrizione nel registro dei “Beni patrimonio dell’umanità” dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Il comitato è costituito da 21 paesi e annualmente si riunisce in un luogo diverso per la sessione mondiale in cui si decidono i nuovi siti (generalmente circa una trentina, nei vari ambiti naturalistico, culturale e ambientale). Si tratta dell’evento più importante dell’anno e vi si accreditano oltre 100 stati in attesa di verdetto.

I lavori in Cambogia sono stati ospitati presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Due, quest’anno, le candidature al vaglio per l’Italia: l’Etna e le Ville medicee, entrambe iscritte con successo nel registro Unesco. Per le colline piemontesi la decisione finale arriverà a Doha, in Qatar, nel giugno 2014 e sarà l’unica candidatura italiana dell’anno.

La partecipazione della delegazione italiana, presente come osservatore per l’intera durata dei lavori, è stata un tassello importante verso l’obiettivo finale. Accanto all’ambasciatore italiano presso l’Unesco, Maurizio Enrico Serra, e ai rappresentanti dei Ministeri dei beni culturali e dell’agricoltura, era presente anche una rappresentanza piemontese guidata dall’assessore al turismo della Regione, Alberto Cirio, insieme al presidente dell’Associazione per la candidatura piemontese Roberto Cerrato, al sindaco di Barbaresco Alberto Bianco e all’assessore del Comune di Barolo Federico Scarzello, a Luigi Barbero e Mauro Carbone, presidente e direttore dell’Ente Turismo “Alba, Bra, Langhe, Roero” e a Marco Valle di Siti, l’Istituto superiore sui sistemi territoriali per l’innovazione del Politecnico di Torino, che ha curato il dossier presentato a Parigi. 

«Partecipare ai lavori del comitato ci ha permesso di coltivare un rapporto particolare con la diplomazia  internazionale e di lavorare gomito a gomito con i delegati che l’anno prossimo si esprimeranno sulla nostra candidatura – ha commentato l’assessore regionale Alberto Cirio –  Ma ci ha permesso anche di capire meglio alcuni passaggi importanti per concludere positivamente il nostro percorso. Inoltre, aver organizzato su delega del Ministero e dell’ambasciatore italiano presso l’Unesco un momento dedicato alla presentazione del nostro territorio e della sua cultura vitivinicola, evento che ha raccolto grande apprezzamento, ci ha dato un’ulteriore patente di legittimità verso il risultato finale. Ormai siamo in dirittura d’arrivo e questo grazie al lavoro svolto da tutti e in particolare dall’Associazione presieduta da Roberto Cerrato e da Marco Valle di Siti. Non dobbiamo sbagliare le ultime mosse, ma l’entusiasmo che abbiamo percepito in Cambogia ci fa ben sperare».

Trattandosi di una candidatura legata all’enogastronomia, è stato particolarmente importante riuscire a trasmettere ai membri del comitato il valore che la cultura legata alla terra e al cibo ha per il territorio.

Lo scorso 23 giugno, a Phnom Penh, il Piemonte, con i suoi paesaggi vitivinicoli e la sua tradizione enogastronomica, è stato protagonista di un evento organizzato in collaborazione con l’Enoteca regionale del Barolo, l’Enoteca regionale del Barbaresco e i Consorzi del territorio, che hanno messo a disposizione una selezione di prodotti tipici locali.

Il Moscato, il Barolo, il Barbaresco e i sapori del territorio, interpretati sapientemente dalla maestria del  giovane chef dell’agriturismo La Costa di Torre Bormida Fabio Fresia (che aveva già brillantemente partecipato a diverse missioni in Casa Italia durante le Olimpiadi invernali di Torino), hanno fatto il resto, rendendo la serata un successo oltre ogni aspettativa.

Presenti, accanto ai 21 paesi del comitato, oltre un centinaio di delegati e numerosi ambasciatori, dal Libano agli Emirati Arabi, al Qatar, solo per citarne alcuni, nonché il nunzio apostolico del Papa presso l’Unescoil direttore generale del Centro Unesco, Kishore Rao, la figura di maggior peso all’interno del World heritage centre.

Per tutta la serata, proiettate su vari schermi, le immagini delle colline di Langhe-Roero e Monferrato hanno fatto da scenografia mentre agli ospiti veniva raccontata la storia della candidatura, il complesso lavoro svolto e lo sguardo verso il futuro: una formula particolarmente apprezzata dai partecipanti che ha trasformato il momento conviviale in una vera e propria esperienza culturale.

La delegazione italiana si è poi spostata ad Angkor, simbolo della Cambogia e uno dei luoghi sacri più celebri dell’Asia, dichiarato sito Unesco nel 1992La visita è stata importante per capire cosa significhi, una volta ottenuto il titolo, gestire un sito Unesco, anche in prospettiva del Piano di gestione che verrà redatto e presentato nei prossimi mesi a Parigi, come elemento fondamentale dell’ultima parte del dossier di candidatura: si stima, infatti, che nei primi dieci anni dall’iscrizione nel registro Unesco i flussi turistici locali vengano triplicati. Il Piano di gestione dovrà caratterizzarsi, quindi, come uno strumento vivo e dinamico per accompagnare quotidianamente la trasformazione del sistema turistico territoriale.

«Partecipare all’intera durata dei lavori ci ha dato la possibilità di stringere buoni rapporti con tutti i vertici dell’Unesco – ha dichiarato Roberto Cerrato, presidente dell’Associazione per la candidatura dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato – Abbiamo capito che la nostra candidatura è seguita con attenzione, anche da parte della rappresentanza italiana presso il World heritage centre, e che il nostro territorio è conosciuto più di quanto noi stessi immaginavamo. Siamo proiettati con grande fiducia verso il Qatar e ora si va avanti con le nostre attività di rete e collaborazione sul territorio, in attesa della prossima ispezione a settembre»L’ispezione in autunno darà le ultime indicazioni per redigere la documentazione finale da mandare a Parigi, prima del verdetto di giugno 2014 in Qatar.

«La missione in Cambogia ha permesso al territorio di Langhe e Roero di presentare il suo alto potenziale paesaggistico  vitivinicolo e turistico ad una platea di rappresentanti Unesco a livello mondiale  – ha evidenziato Luigi Barbero, presidente dell’Ente Turismo “Alba, Bra, Langhe, Roero” –  Gli incontri con le varie delegazioni hanno centrato  l’obiettivo, suscitando un fortissimo interesse verso il nostro  territorio e verso i nostri grandi vini e prodotti di eccellenza.  I prossimi mesi che ci separano dalla decisione definitiva vedranno l’Ente Turismo fortemente impegnato a fianco della Regione e dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, nel promuovere ogni iniziativa utile al buon fine del progetto. Il riconoscimento del nostro territorio vitivinicolo come patrimonio mondiale dell’umanità sarà una tappa fondamentale e un’occasione straordinaria di presentare al mondo l’attrattiva del nostro territorio»