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Approvata la Tares secondo le regole imposte da Roma

CONSIGLIO COMUNALE La tanto temuta Tares infine è arrivata. Il Consiglio comunale ha infatti approvato il regolamento e le tariffe relativi alla nuova tassa rifiuti, che subentra alla Tarsu portando con sé corposi aumenti. Nel suo intervento l’assessore alle finanze Gianni Fogliato ha indicato come, fermi restando gli spazi di manovra molto ristretti lasciati ai Comuni – «Si tratta di una normativa che arriva quasi del tutto blindata da Roma» –, l’Amministrazione braidese abbia cercato di limitare al massimo l’impatto negativo sui contribuenti.

Così, per quanto concerne le utenze domestiche (il 70% del totale), per le quali il calcolo dell’imposta non si baserà solo più sulla superficie dell’immobile,ma anche sulla composizione del nucleo familiare, la Giunta ha adottato le aliquote base e applicato le agevolazioni per i redditi più bassi già previste per la precedente imposta sui rifiuti.

Per le utenze non domestiche sono state scelte aliquote diversificate in modo da ridurre il più possibile gli scompensi tra coloro che beneficeranno di una riduzione della tassa e coloro che invece affronteranno rincari marcati.

Il primo acconto si pagherà entro fine luglio, con il saldo al 2 dicembre. I beneficiari delle agevolazioni dovranno presentare richiesta in municipio entro il 30 settembre e pagheranno solo alla scadenza di dicembre, rata alla quale verrà applicata anche la parte di tributo di competenza statale.

«Grazie al grande lavoro fatto dagli uffici», ha rivelato l’assessore Fogliato, «nei prossimi giorni riusciremo a inviare a tutti i contribuenti una comunicazione che avrà in allegato l’F24 già compilato per poter effettuare il pagamento. Chiediamo però un’attenzione nella verifica dei dati sui quali è effettuato il calcolo».

L’adozione della Tares ovviamente non è piaciuta a nessuno. Tutti gli schieramenti sono stati concordi nel definirla «un’imposta che si basa su una normativa assurda, la quale colpisce le famiglie proprio in un momento di forte crisi economica, che contrasta con le politiche familiari portate avanti dall’Amministrazione comunale in questi anni, e che può disincentivare le buone pratiche nella differenziazione dei rifiuti».

Forte il malcontento espresso dal sindaco Bruna Sibille: «Ho ingaggiato una battaglia dell’Anci per mitigare l’impatto di un’imposta che si basa sui dati di raccolta differenziata del 1999: allora a Bra raccoglievamo in maniera differenziata il 6 per cento dei rifiuti, oggi siamo al 67%». La prima cittadina ha rilevato poi «come già per l’Imu, andremo a fare i gabellieri per conto dello Stato. Mi auguro che la quota di competenza statale dell’imposta (30 centesimi a metro quadro) non serva per contribuire al pagamento delle spese di chi è costretto a trasportare treni di rifiuti in Germania perché non sa più dove metterli».

La delibera è passata con i soli voti della maggioranza, che per bocca di Christian Damasco (Con Sibille per Bra) ha parlato di una scelta fatta «solo per senso di responsabilità ». D’altro canto, l’unica alternativa, ventilata provocatoriamente dal consigliere Gian Massimo Vuerich (Pdl), sarebbe stata quella di non adottare il regolamento. Un passo che avrebbe portato al commissariamento del Comune.

ro.bu.